La provincia con le ali vola, ma una parte della manifattura resta a terra
Al congresso della Uilm Altalombardia a Villa Cagnola il segretario Fabio Dell’Angelo richiama Dostoevskij: «Costruire bellezza significa difendere il lavoro»
C’è una frase di Fëdor Dostoevskij che attraversa il tempo e arriva fino alle fabbriche della provincia di Varese: «La bellezza salverà il mondo». Non come consolazione, ma come responsabilità. Da qui è partito il terzo congresso della Uilm Alta Lombardia, ospitato a Villa Cagnola di Gazzada Schianno, dove il segretario Fabio Dell’Angelo ha scelto proprio questa provocazione morale come filo conduttore della sua relazione: «Tra lavoro e futuro costruiamo bellezza».
Al tavolo dei relatori anche il segretario generale nazionale della Uilm, Rocco Palombella, mentre tra i presenti c’era il segretario provinciale della Uil Antonio Massafra.
LA MANIFATTURA CUORE DELL’ECONOMIA
Un appuntamento congressuale che non è stato solo un momento organizzativo, ma un’occasione per leggere le trasformazioni dell’economia e del lavoro partendo da uno dei territori industriali più rilevanti del Paese: la provincia di Varese. Qui la manifattura resta il cuore dell’economia. L’export supera gli 11 miliardi di euro e oltre la metà è legata alla metalmeccanica.
Numeri che raccontano un sistema produttivo ancora forte, ma attraversato da cambiamenti profondi. «Il lavoro non è una variabile tecnica – ha detto Dell’Angelo – non è un costo da comprimere. È dignità, identità e futuro».
In altre parole, è il parametro con cui misurare la qualità dello sviluppo.
POLO INDUSTRIALE EUROPEO
La provincia varesina resta uno dei poli industriali più avanzati d’Europa. In particolare nel settore aerospaziale, dove il territorio è conosciuto come la «provincia con le ali». Qui ha uno dei suoi principali poli il gruppo Leonardo, motore di un ecosistema fatto di imprese specializzate, lavorazioni di precisione e tecnologie avanzate. Un distretto che sostiene occupazione qualificata e una filiera produttiva unica nel panorama europeo.
In questo contesto la partita tecnologica diventa anche geopolitica. Il controllo delle infrastrutture digitali, dei satelliti e dei sistemi di comunicazione è sempre più centrale. Dell’Angelo ha richiamato anche la nascita, nel 2025, del consorzio europeo tra Leonardo, Airbus e Thales per sviluppare sistemi satellitari capaci di competere con le grandi piattaforme globali. Un esempio di come l’Europa provi a rafforzare la propria autonomia industriale e tecnologica.
BEKO SIMBOLO DI UNA CRISI INDUSTRIALE
Ma la fotografia dell’economia varesina non è uniforme. Accanto ai settori ad alta tecnologia resistono comparti tradizionali più esposti alla competizione globale. Elettrodomestico, automotive e siderurgia vivono una fase di forte pressione tra costi energetici, transizione ecologica e riorganizzazione delle filiere.
Il caso più emblematico è quello della Beko di Cassinetta, simbolo di una crisi industriale che va oltre la singola fabbrica. Secondo le stime citate durante il congresso, l’impatto economico della crisi sul territorio si traduce in oltre 13 milioni di euro l’anno di perdita complessiva, considerando anche l’indotto e i servizi collegati. «Quando si perde l’industria – ha sottolineato Dell’Angelo – non si perde solo il lavoro, si perde una comunità».
ATTENZIONE ALL’AI
In questo scenario il sindacato rivendica un ruolo attivo. Non limitarsi a difendere l’esistente, ma governare le trasformazioni. Dalla transizione ecologica all’intelligenza artificiale, fino alla riorganizzazione delle catene produttive globali.
«L’AI non osserva il lavoro, lo organizza», ha spiegato il segretario, evidenziando la necessità di riportare il controllo delle scelte dentro un perimetro democratico e sociale. La sfida riguarda anche il futuro della rappresentanza. Giovani e donne restano due nodi centrali. I primi entrano nel mondo del lavoro con competenze più alte ma percorsi fragili e contratti instabili. Le seconde continuano a scontare un divario salariale che in Italia supera il 15%. Temi che il sindacato considera decisivi per costruire un modello di sviluppo più equo.
ACCETTARE IL CAMBIAMENTO
Il congresso della Uilm Alta Lombardia si è chiuso con uno sguardo rivolto al futuro. In un mondo industriale attraversato da trasformazioni tecnologiche, tensioni geopolitiche e nuove disuguaglianze, la sfida – secondo Dell’Angelo – resta quella di tenere insieme innovazione e dignità del lavoro. «Costruire bellezza oggi – ha concluso – significa non accettare che il cambiamento produca scarti umani e sociali. Il futuro non si subisce: si costruisce insieme».
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