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Borse in rosso e prezzo del petrolio in rialzo: sotto osservazione i prezzi alla pompa di benzina dopo l’attacco all’Iran

In Italia i prezzi di Benzina e Diesel hanno visto da subito le tensioni internazionali trasferirsi sui listini dei carburanti alla pompa. Le prime rilevazioni odierne mostrano già i segni di una "fiammata"

benzina

Nella prima mattinata di riapertura delle borse i mercati finanziari globali stanno reagendo con estrema volatilità e forte avversione al rischio in seguito all’escalation militare in Medio Oriente. L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziato nel fine settimana e proseguito nelle ultime ore, ha innescato una reazione a catena su tutti i principali asset energetici e finanziari.

Le borse europee hanno aperto la sessione odierna in forte calo, riflettendo il timore di un conflitto regionale prolungato che possa coinvolgere le principali rotte commerciali. Piazza Affari (Milano): L’indice FTSE MIB registra una perdita di circa il 2,0% – 2,4%, scendendo sotto la soglia psicologica dei 47.000 punti.

Il settore Bancario è il comparto più colpito dalle vendite, con titoli come Intesa Sanpaolo e UniCredit che perdono tra il 3% e il 4% a causa dell’incertezza macroeconomica. Come atteso invece i titoli Difensivi ed Energetici vanno in controtendenza si muovono i titoli legati alla difesa (es. Leonardo) e i giganti dell’energia (es. Eni, Saipem), che beneficiano dell’aumento del prezzo del greggio e dell’instabilità geopolitica.

Prezzo del Petrolio: Impennata del Greggio

Il mercato petrolifero è il “termometro” immediato della crisi. Il timore principale riguarda il possibile blocco dello Stretto di Hormuz, dove transita circa il 20% della produzione mondiale di petrolio. Oggi il Brent (Benchmark Europeo) ha subito un’impennata violenta in apertura, toccando punte di $82,37 (+14%) per poi stabilizzarsi intorno agli $80,00 al barile, con un rialzo netto di circa il 10% rispetto alla chiusura di venerdì. Il WTI (Benchmark USA): Segue a ruota la corsa al rialzo, attestandosi sui $73,30 al barile (+9,2%).

Gli analisti non escludono che, se il conflitto dovesse intensificarsi o coinvolgere direttamente le infrastrutture estrattive iraniane, il petrolio possa testare rapidamente la soglia dei $100 al barile.

In Italia i prezzi di Benzina e Diesel hanno visto da subito le tensioni internazionali trasferirsi sui listini dei carburanti alla pompa. Sebbene i prezzi medi nazionali siano calcolati su base settimanale, le prime rilevazioni odierne mostrano già i segni di una “fiammata”.

Petrolio verso i 100 dollari con le navi bloccate a Hormuz

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Pubblicato il 02 Marzo 2026
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