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Dalla generazione sandwich: “Medico, infermiera e burocrate. Così la cura mi ha svuotato”

Continua l'indagine di VareseNews sulla generazione schiacciata tra la cura dei figli e quella dei genitori anziani: "Navighiamo a vista usando il buonsenso. Quando ho avuto un crollo fisico, mia figlia ha dovuto sostituirmi per un mese: il peso della cura finisce per travolgere anche i ragazzi"

genericaizone sanwich

«Capisco perfettamente il senso della frase Se mi fermo crolla tutto». Inizia così il racconto di una lettrice, di oltre 60 anni e di Varese, che da dieci anni vive in apnea. La sua è una quotidianità fatta di sabati e domeniche che non esistono, di notti in bianco e di una responsabilità che non ammette pause.

È una tra le oltre 300 voci raccolte dall’indagine di VareseNews sulla cosiddetta “Generazione Sandwich“. Qui il racconto non è solo fatto di ore e di fatiche, ma di una metamorfosi forzata: «Ti viene richiesto di essere medico, infermiere, psicologo e burocrate senza averne le competenze; si naviga a vista usando il buonsenso».

Il weekend che non c’è

Per questa donna di Varese, il fine settimana non è il tempo del riposo, ma quello del “cambio turno”. Se durante la settimana si alternano le badanti e la sorella, il sabato e la domenica il carico si sposta interamente sulle sue spalle, portandola a trascurare la propria famiglia, un marito e due figli. Il prezzo di questa dedizione è l’annullamento del tempo per sé: «Sono tre anni che non riesco a concedermi una vacanza, nemmeno un weekend per ricaricarmi e staccare la mente».

L’effetto domino

Ma il dato più significativo del suo racconto è ciò che accade quando il perno del sistema cede. «Due anni fa ho avuto un crollo fisico ed emotivo che ha costretto mia figlia a sostituirmi nella cura dei nonni per un mese».

È il “corto circuito” della cura: il peso che grava sulla generazione di mezzo è così elevato che, al primo cedimento, finisce per travolgere anche i nipoti, adolescenti o giovani adulti che si ritrovano a fare da caregiver prima del tempo.

La solitudine del “buonsenso”

Oltre alla fatica fisica, c’è lo sconforto davanti a una burocrazia percepita come distante e sospettosa. «Richieste assurde che sembrano non rendersi conto che non ci sono solo i furbetti, ma persone in grave difficoltà che non sanno a che santo votarsi per avere un aiuto concreto». Senza un supporto pubblico efficace, restano le strutture private, ma i costi sono proibitivi per la maggior parte delle famiglie: «Mediamente 2.700 euro al mese, costi alla portata di pochi e liste d’attesa infinite». Resta così solo la condivisione, il sapere che “solo chi ci è passato può capire” quel senso di abbandono e impotenza che assale chi, ogni giorno, prova a non far crollare tutto.

Il racconto continua

Frammenti di vita che confermano che il “carico di cura” non è solo un numero, ma un impatto diretto sulla salute, sul lavoro e sulle prospettive di vita di chi assiste. Vuoi raccontarci anche tu la tua storia? Bastano tre minuti: le vostre risposte ci permetteranno di costruire una mappa del carico di cura nel Varesotto.

L’EVENTO A MATERIA

La stagione delle “schiacciate”. Racconti e riflessioni sui cinquant’anni delle donne

Un incontro con Laura Turuani, psicoterapeuta nel centro Minotauro, per presentare il suo libro Le schiacciate. Vivere i cinquant’anni a testa alta tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Edizioni Solferino. Un racconto lucido e partecipe delle donne intorno ai cinquant’anni, strette tra lavoro, figli adolescenti e genitori anziani. Storie vere che parlano di stanchezza, perdita e iper-responsabilità. Ma anche di consapevolezza, solidarietà femminile e nuove possibilità di equilibrio.

A questo tema è dedicato l’incontro con Laura Turuani, in programma il prossimo 26 marzo alle 21:00 a Materia di Castronno. Prenota qui il tuo posto

Via Confalonieri, 5

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Pubblicato il 27 Febbraio 2026
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