Il motore non parte se hai bevuto: parte l’obbligo dell’alcolock per chi è stato condannato
Con la pubblicazione degli elenchi ufficiali sul Portale dell’Automobilista, diventa concreta la misura prevista dal nuovo Codice della strada che impone il dispositivo ai conducenti condannati per guida in stato di ebbrezza oltre 0,8 grammi per litro
È entrata nella fase operativa la norma che introduce l’alcolock in Italia. Con la pubblicazione sul Portale dell’Automobilista dell’elenco dei dispositivi omologati, delle officine autorizzate e dei modelli di auto compatibili (qui l’elenco), il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il via all’applicazione concreta della misura prevista dal nuovo Codice della strada.
Il provvedimento riguarda esclusivamente i conducenti condannati in via definitiva per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro. Per loro, una volta terminato il periodo di sospensione della patente, sarà possibile tornare a guidare solo veicoli dotati di alcolock funzionante.
Cos’è l’alcolock e come funziona
L’alcolock, tecnicamente definito Ignition Interlock Device (IID), è un dispositivo elettronico simile a un etilometro installato a bordo del veicolo e collegato alla centralina. Prima di avviare il motore il conducente deve soffiare in un boccaglio monouso collegato all’apparecchio.
Se il sistema rileva una quantità di alcol superiore ai limiti impostati, spesso fissati a zero, l’auto non si avvia. Solo con un tasso alcolemico pari a zero viene consentita la partenza. Il dispositivo è associato al veicolo e non alla persona: chiunque utilizzi quell’auto deve quindi sottoporsi al test.
La misura è stata introdotta con il nuovo Codice della strada, in vigore dal 14 dicembre 2024, e punta a prevenire le recidive nella guida in stato di ebbrezza.
Quando scatta l’obbligo e per quanto tempo
L’obbligo riguarda chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso superiore a 0,8 g/l. Dopo la sospensione della patente, il conducente potrà guidare solo veicoli dotati di alcolock.
La durata varia in base alla gravità della violazione:
due anni per tassi compresi tra 0,8 e 1,5 g/l
almeno tre anni per tassi superiori a 1,5 g/l
La Commissione Medica Locale può imporre prescrizioni più restrittive. Durante il periodo stabilito, il veicolo può essere utilizzato solo se il dispositivo è installato e funzionante.
In caso di mancata installazione o uso non conforme è prevista una sanzione amministrativa da 158 a 638 euro e la sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni sono raddoppiate in caso di manomissione. Se il conducente obbligato viene nuovamente sorpreso alla guida in stato di ebbrezza senza alcolock, le pene aumentano di un terzo.
I dispositivi autorizzati e i modelli compatibili
Il passaggio che ha reso effettiva la norma è la pubblicazione, avvenuta il 24 febbraio 2026, degli elenchi ufficiali sul Portale dell’Automobilista. L’atto definitivo era stato sottoscritto il 2 luglio 2025 dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Tra i dispositivi omologati figurano modelli come Breatech Alcolock B1000 e Zaldy Alcolock. Per ciascun apparecchio sono indicati i veicoli compatibili e le officine abilitate all’installazione. Non tutte le auto possono essere equipaggiate. Alcuni modelli più datati o privi delle interfacce elettroniche necessarie risultano tecnicamente incompatibili.
Costi a carico del conducente
L’installazione è interamente a carico del conducente obbligato. Secondo le stime, la spesa per dispositivo e montaggio varia indicativamente tra 1.500 e 2.000 euro. A questi costi si aggiungono quelli per i boccagli monouso, la taratura periodica obbligatoria e l’eventuale manutenzione straordinaria. Il dispositivo, essendo legato al veicolo, comporta anche implicazioni pratiche per chi condivide l’auto in famiglia, perché ogni utilizzatore deve sottoporsi al test con esito pari a zero.
Le criticità sollevate dalle carrozzerie
Sull’introduzione dell’alcolock sono state sollevate alcune criticità da parte di Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane.
L’associazione evidenzia innanzitutto il costo dell’apparecchio, stimato intorno ai 2.000 euro, e ricorda che il parco auto italiano ha un’età media di circa 13 anni. Su molte vetture, proprio per l’anzianità e per l’assenza delle interfacce elettroniche richieste, l’installazione potrebbe risultare tecnicamente impossibile.
Un ulteriore elemento riguarda le officine abilitate. Non tutte le autocarrozzerie in possesso dei requisiti di legge possono montare l’alcolock, ma solo quelle indicate dal produttore del dispositivo e inserite nell’elenco del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo Federcarrozzieri, questo limite riduce il numero di operatori abilitati e può determinare un’alterazione del mercato con un possibile aumento dei costi per gli automobilisti.
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