Tumore al seno, i numeri della Breast Unit Valle Olona: nel 2025 oltre 200 interventi e 1.500 pazienti seguite
Da giugno dello scorso anno, tutta l'attività chirurgica è stata centralizzata nel presidio di Busto Arsizio, dove sono stati allestiti quattro posti letto dedicati all'interno della Chirurgia Generale
Non solo una questione di chirurgia o farmaci, ma un percorso di cura che mette al centro la persona nella sua interezza. È questo il bilancio della Breast Unit dell’ASST Valle Olona, la rete multidisciplinare attiva nei presidi di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno, che ha presentato oggi i dati relativi all’attività dell’ultimo anno.
I numeri del 2025 confermano l’importanza di questa struttura: circa 1.500 pazienti seguite in follow-up oncologico e oltre 200 interventi chirurgici eseguiti per neoplasia mammaria. Da giugno dello scorso anno, tutta l’attività chirurgica è stata centralizzata nel presidio di Busto Arsizio, dove sono stati allestiti quattro posti letto dedicati all’interno della Chirurgia Generale.
Un team multidisciplinare per una cura a 360 gradi
Il cuore del servizio è l’integrazione tra diversi specialisti. Ogni caso viene analizzato da una squadra che comprende chirurghi, oncologi, radiologi, ma anche figure fondamentali per il benessere psicofisico come psico-oncologi, fisiatri e chirurghi plastici per la ricostruzione contestuale all’intervento.
«Il nostro obiettivo è fornire una cura mirata e completa», spiega la dottoressa Paola Valeria Ceriani, responsabile della Breast Unit. «Vogliamo considerare la persona a 360 gradi: non solo dal punto di vista organico, ma anche psicologico e sociale». In questo percorso, un ruolo chiave è svolto dalla Case Manager, un’infermiera specializzata che accompagna la donna dalla prenotazione degli esami fino al termine del follow-up, garantendo che nessuna si senta sola.
Nuove tecnologie e prevenzione genetica
L’ASST ha investito in tecnologie avanzate per la diagnosi precoce, come la mammografia con tomosintesi e la risonanza magnetica, oltre a farmaci di ultima generazione e acceleratori lineari per trattamenti radioterapici personalizzati.
La novità principale per il 2026 riguarda però la genetica: a aprile verrà inaugurato un ambulatorio dedicato alle pazienti ad alto rischio genetico (portatrici delle mutazioni BRCA1 e BRCA2). «Queste donne necessitano di controlli ogni sei mesi e sono a rischio anche per tumori ovarici; per questo la sinergia con i ginecologi è fondamentale», sottolinea la dottoressa Ceriani.
Il valore della diagnosi precoce
In Italia si registrano circa 56.000 nuovi casi di tumore al seno all’anno, ma la sopravvivenza oggi sfiora il 90% grazie alla prevenzione e al lavoro di équipe. Un contributo essenziale arriva anche dal Terzo Settore: le associazioni di volontariato del territorio continuano ad affiancare medici e infermieri offrendo supporto umano e orientamento alle famiglie.
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