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“Tassa salute” e rischio ristorni: il PD porta la battaglia in Consiglio Regionale

I consiglieri Orsenigo e Astuti depositano una mozione urgente: "Il prelievo sui vecchi frontalieri viola i patti con la Svizzera. Fontana fermi il decreto attuativo per evitare ritorsioni economiche sui Comuni di confine"

Consiglio regionale lombardia

La cosiddetta “tassa salute” sbarca nell’aula del Consiglio Regionale della Lombardia. I consiglieri del Partito Democratico, Angelo Orsenigo e Samuele Astuti, hanno depositato una mozione urgente per la seduta di domani, martedì 24 febbraio 2026, chiedendo un intervento immediato della Giunta Fontana per scongiurare una crisi diplomatica ed economica con la Svizzera.

Il rischio della decurtazione dei ristorni

Al centro della preoccupazione dei dem c’è il timore che il Canton Ticino e la Confederazione Elvetica possano rispondere all’introduzione del contributo sanitario italiano tagliando i ristorni delle imposte versati ai comuni di frontiera. Secondo Orsenigo e Astuti, infatti, il prelievo introdotto dalla Finanziaria 2024 non è un semplice contributo, ma una vera e propria imposta che colpisce i “vecchi frontalieri” (coloro che dovrebbero essere tassati esclusivamente in Svizzera), violando così gli accordi bilaterali.

“Vi è il serio rischio che la Svizzera possa decurtare l’importo dei ristorni in misura equivalente all’imposta sanitaria prelevata illegittimamente ai frontalieri”, spiegano i consiglieri. Un’azione che, secondo il PD, sarebbe legittimata dalla Convenzione di Vienna, la quale permette di sospendere parzialmente un trattato in caso di violazione sostanziale da parte di una delle parti.

L’appello alla Giunta Fontana

La mozione chiede al presidente Attilio Fontana e alla sua Giunta un impegno preciso su due fronti:

Stop al decreto attuativo: non procedere con la redazione degli atti necessari alla riscossione della tassa.

Interlocuzione con il Governo: attivarsi con Roma affinché venga sospeso il riversamento della quota dell’imposta alla fonte prelevata ai lavoratori.

Un confronto con il Piemonte

I consiglieri dem citano l’esempio della Regione Piemonte che, nonostante la medesima linea politica della maggioranza lombarda, ha già espresso la volontà di non dare seguito alla riscossione della tassa.

“Parliamo di 80mila famiglie lombarde e di molti comuni della fascia di confine che, senza i ristorni, finirebbero in ginocchio”, concludono Orsenigo e Astuti, richiamando la maggioranza a una discussione urgente che metta al riparo i rapporti con il Canton Ticino e la tenuta dei bilanci dei piccoli enti locali.

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Pubblicato il 23 Febbraio 2026
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