Dote Sport 2025/2026: dalla Regione due milioni di euro per i giovani atleti
Al via il bando per sostenere i costi dell’attività sportiva dei minori tra i 6 e i 17 anni. Novità per le famiglie numerose e soglie ISEE differenziate per la disabilità
Lo sport come diritto per tutti, a prescindere dalle condizioni economiche. Regione Lombardia ha ufficialmente aperto il bando Dote Sport per l’anno sportivo 2025/2026, mettendo sul piatto una dotazione complessiva di 2 milioni di euro. L’iniziativa mira a rimborsare parte delle spese sostenute dalle famiglie per i corsi sportivi dei figli, promuovendo il benessere e i valori educativi della disciplina tra i più giovani.
I requisiti: chi può fare domanda
Il contributo è rivolto ai nuclei familiari residenti in Lombardia con figli di età compresa tra i 6 e i 17 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026). Per accedere al bando sono fissati precisi parametri economici basati sulla certificazione ISEE:
Fino a 20.000 euro per la generalità delle famiglie;
Fino a 30.000 euro nel caso in cui nel nucleo familiare sia presente un minore con disabilità.
Le novità: più aiuti alle famiglie numerose
Il sottosegretario a Sport e Giovani, Federica Picchi, ha evidenziato i cambiamenti introdotti in questa edizione per andare incontro alle famiglie più numerose:
Per i nuclei con tre figli, è possibile richiedere fino a due Doti;
Per le famiglie con più di tre figli, il limite sale a tre Doti;
Per i figli con disabilità, resta confermata la possibilità di ricevere una dote per ciascun minore, con un aumento del costo massimo ammissibile per coprire le spese specifiche dei corsi paralimpici.
“Vogliamo che lo sport sia un’opportunità accessibile a tutti”, ha spiegato Picchi. “È un percorso educativo che insegna dedizione e rispetto, e non deve essere ostacolato dalle difficoltà economiche”.
Tempi e modalità di partecipazione
Le famiglie hanno tempo fino al 18 marzo 2026 per presentare la richiesta. La procedura è interamente digitale e deve essere effettuata sulla piattaforma regionale “Bandi e Servizi”.
Per accedere al sistema è necessario che il genitore o il tutore legale sia in possesso di un’identità digitale: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CNS (Carta Nazionale dei Servizi) oppure CIE (Carta di Identità Elettronica).
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