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Galli ( Pd) interviene sul caso di Cascina Combara: “No a processi mediatici, serve il rispetto di regole e ruoli”

Dopo il clamore mediatico e l'arresto del richiedente asilo, il capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Saronno Simone Galli apre una riflessione su quanto accaduto e, più in generale, sul tema della sicurezza

Saronno - Consigliori comunali 2025

Dopo la conferenza stampa di ieri della sindacaIlaria Pagani e l’arresto del richiedente asilo al centro della vicenda di Cascina Colombara, anche il capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Saronno Simone Galli apre una riflessione su quanto accaduto e, più in generale, sul tema della sicurezza.

«In merito alla questione di Cascina Colombara apprendiamo da poco che le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Busto hanno portato all’emissione di un provvedimento restrittivo da parte del Giudice per le indagini preliminari. Qualche breve riflessione sul caso del ragazzo straniero assurto agli onori della cronaca – scrive Galli – Innanzitutto solidarietà alla signora che ha denunciato le aggressioni subite; le denunce faranno il loro corso e l’autorità giudiziaria sarà chiamata ad esprimersi. E’ notorio che il sindaco non può sostituirsi all’autorità giudiziaria. C’è chi alza i toni, chi invoca di espatriare il soggetto, chi di allontanarlo, chi di rinchiuderlo e “buttare via la chiave”. Faccio notare che non rientra nei compiti del sindaco e della Giunta un provvedimento di espulsione».

«Chiariamo alcune cose però – prosegue il capogruppo Pd – La pubblica sicurezza è competenza dello Stato, è troppo comodo scaricare la palla solo ai Comuni; tutti i Comuni fanno, possono e debbono fare la propria parte (interventi dei servizi sociali, controllo del territorio da parte della Polizia locale): a fronte di maggiori risorse stanziate dal Governo si potrebbero potenziare gli interventi e fare molto di più. Al massimo un Sindaco può disporre un Tso (trattamento sanitario obbligatorio) -nei casi previsti dalla legge, su proposta e relazione di un medico che valuta le condizioni del soggetto, provvedimento che va convalidato entro 48 ore dal ricovero coatto dal giudice tutelare. Il Tso ha una durata massima di 7 giorni. Alla scadenza, se lo psichiatra del servizio non presenta una richiesta motivata di prolungamento, il trattamento cessa. Il sindaco può e deve informare gli enti superiori, fare monitoraggio e segnalazione alle autorità superiori che hanno il potere di intervenire ed eventualmente allontanare la persona (già informati Questore e Prefetto); il sindaco non può revocare il permesso di soggiorno provvisorio per asilo. In questo caso specifico sono stati presi contatti con strutture assistenziali per ospitare il soggetto, il quale però si è rifiutato di permanervi e non lo si può obbligare coattivamente».

«Nessuno ignora situazioni critiche, ma si affronta il problema con serietà e nel rispetto delle competenze – conclude Simone Galli – Ritengo che il rispetto del diritto sia la bussola che deve guidarci e la giustizia non passa dai processi sommari solleticati dai media, ma dal rispetto delle procedure e delle competenze ai vari livelli istituzionali».

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Pubblicato il 19 Febbraio 2026
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