Nella Giornata della Memoria, Ceriano Laghetto posa una pietra d’inciampo per Natale Prada
La pietra è stata posata davanti all'abitazione del giovane cerianese morto a soli ventisei anni, vittima della violenza della guerra e del nazifascismo
Questa mattina, in occasione della Giornata della memoria, Ceriano Laghetto ha ricordato e onorato Natale Prada, giovane concittadino morto a soli ventisei anni, vittima della violenza della guerra e del nazifascismo.
Natale Prada, catturato e imprigionato nel 1943, era a bordo del piroscafo Oria, quando affondò nel 1944. Da allora nessuno ebbe mai più sue notizie. In sua memoria è stata posata una pietra d’inciampo: un piccolo blocco in ottone incastonato nel selciato, davanti a quella che fu la sua casa, in via Manzoni.
La cerimonia, accompagnata da interventi commemorativi a cura del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, si è svolta alla presenza della famiglia Prada, che ha condiviso con commozione testimonianze e lettere dal fronte scritte da Natale. Al loro fianco, studenti e studentesse delle scuole, molti cittadini, e i rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui il vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza, Claudio Rebosio.
Un gesto che invita a fermarsi
La pietra d’inciampo, ideata dall’artista tedesco Gunter Demnig, non si guarda da lontano, ma si incontra nel quotidiano, camminando. È un invito silenzioso ma potente a fermarsi, a ricordare, a riflettere.
Un segno piccolo solo in apparenza, ma carico di significato: una pietra che non si guarda da lontano, ma che si incontra camminando, ogni giorno. Un invito a fermarsi, a ricordare che la Storia non è fatta di numeri, ma di persone che in quel luogo vivevano, faticavano, amavano. Proprio come ognuno di noi.
Libertà, democrazia, antifascismo
«Ricordare Natale Prada significa riaffermare i valori su cui si fonda la nostra Repubblica: libertà, democrazia, antifascismo – ha detto il sindaco Massimiliano Occa – Ma significa anche assumersi una responsabilità che non riguarda solo il passato. Perché la storia non si ripete mai uguale, ma i suoi meccanismi sì: e saperli riconoscere anche nel presente, anche in quello che sta accadendo proprio in questi giorni, è parte del dovere della memoria. Da oggi, Natale Prada torna a casa. Sta a noi fare in modo che il suo nome continui a parlarci, oggi e sempre.A ricordare che dietro le tragedie della Storia non ci sono solo date o numeri, ma persone, famiglie, comunità. Natale Prada era uno di loro. Un giovane che non ha potuto vedere la fine della guerra, travolto da un sistema disumano. Oggi, con questo gesto, torna simbolicamente a casa. E con lui, torna il dovere collettivo della memoria».
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