Attac Saronno fa le pulci ai costi di gestione del parco Isotta Fraschini: “Esorbitanti, saranno quelli veri?”
Attac Saronno punta l'attenzione sui costi ipotizzati per il parco, con un confronto tra gli oneri di gestione previsti e quelli di altri parchi pubblici di Monza, Milano e Rovellasca
Il movimento Attac Saronno sta analizzando, come molti in città, le carte del progetto ex Isotta Fraschini e punta l’attenzione sui costi previsti per il parco, con un confronto tra gli oneri di gestione previsti rispetto a quelli di altri parchi pubblici.
“4 euro al metro quadro, cifra spropositata”
« “Lasciamo il parco al privato, ma sarà permesso di usarlo ai cittadini, perchè costerebbe troppo al comune gestirlo e manutenerlo“: così l’assessore alla rigenerazione urbana Nicola Gilardoni al consiglio comunale che, sotto Natale, ha frettolosamente adottato il Piano Integrato di Intervento sull’area ex Isotta Fraschini – scrive Attac Saronno – E’ bene ricordare che la legge prevede che il 50% della superficie dell’intervento (per l’ex Isotta pari a 120000 metri quadrati alle spalle della stazione) venga ceduto dalla proprietà al Comune in cambio del diritto a edificare, come area al servizio della città. La maggioranza ha deciso di rinunciarvi con questa motivazione. E ha quantificato i costi annui di manutenzione e gestione del parco da 60.000 metri quadrati previsto dal progetto: 400.000 euro, scrive la civica Tu@Saronno».
Il confronto con Monza, Milano e Rovellasca
«Con l’aiuto di qualche esperto, abbiamo notato che quei 405.000 uro (questa la cifra precisa, pari a oltre 4€/m2) è a dir poco spropositata. Abbiamo fatto qualche ricerca, come tutti possono fare sul web, trovando quanto segue: il parco di Monza costa 0,7€ al metro quadrato all’anno; i parchi di Milano costano poco più di 1€/m2 all’anno. Si potrà obiettare che non sono queste le superfici di cui si parla per l’ex Isotta Fraschini e che le economie di scala di Monza e Milano sono ben altre. Perciò siamo andati a curiosare i costi di un parco più piccolo, come il Burghé di Rovellasca, paragonabile a un grande giardino condominiale come quello previsto a Saronno, e abbiamo scoperto che si aggirano intorno agli 0,80€ al metro quadrato ogni anno: 5 volte meno dell’ex Isotta. Abbiamo quindi cercato di capire l’origine di questi costi spropositati e forse l’abbiamo individuata: si calcolano infatti tali costi in proporzione (variabile dal 5% dei vialetti al 10% o anche al 20% di altre voci) al costo iniziale delle singole voci. Percentuali altissime, in confronto ai costi che valgono per altri parchi».
Gestione pubblica sostenibile
Secondo Attac Saronno, riportando i costi previsti in linea con quelli di altri parchi, una gestione diretta del Comune sarebbe dunque sostenibile: «Immaginando che l’autore del “preventivo” sia ovviamente il proprietario privato cui il Comune intende affidare il parco, chiediamo agli amministratori saronnesi se abbiano fatto gli opportuni confronti di costo – conclude l’analisi di Attac – Perché se i costi reali di manutenzione e gestione assomigliassero a quelli degli altri parchi, per i 60.000 metri quadrati dichiarati dell’ex Isotta parleremmo di una cifra che potrebbe aggirarsi sui 50-60.000€/anno. Se così fosse, cadrebbe la principale motivazione per cui l’amministrazione comunale intende rinunciare alla proprietà pubblica del parco. E ci confermerebbe che la gestione pubblica diretta sarebbe una cosa fattibilissima, non solo in linea di principio, ma anche per le tasche dei cittadini. Questo e molto altro si sarebbe potuto scoprire e dibattere con buon anticipo rispetto all’adozione del Piano ex Isotta, evitando che andasse a finire tra le “osservazioni” dei cittadini che la legge prevede. Per farlo, sarebbe bastato attivare per tempo un vero percorso partecipativo con la cittadinanza, mettendo in condizione le persone che abitano a Saronno di poter comprendere anche tecnicamente le ragioni di scelte così importanti per la salute e la vivibilità delle prossime generazioni ed il futuro di questa città».
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