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Inclusione e lavoro attraverso la cultura: a Castiglione un modello che unisce pubblico, privato e terzo settore

Questa mattina a Palazzo Branda un convegno per raccontare come la cultura possa diventare un luogo di lavoro e di dignità per le persone con disabilità, grazie alla collaborazione tra istituzioni, imprese e cooperazione

Castigline Olona - Il convegno su inclusione cultura

Si è svolto questa mattina, venerdì 23 gennaio, a Palazzo Branda Castiglioni di Castiglione Olona il convegno di presentazione del progetto “Luoghi di cultura, spazi d’inclusione”, un’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale San Carlo di Tradate e da Global Blue, in collaborazione con il Collocamento Mirato Disabili della Provincia di Varese e con il Comune di Castiglione Olona.

Lavoro e cultura per l’inclusione

Obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità all’interno dei luoghi della cultura, attraverso una rete di collaborazioni tra enti pubblici, imprese e terzo settore. Un modello che parte dal patrimonio culturale di Castiglione Olona – città ideale del Quattrocento – per creare nuove opportunità di inclusione e coesione sociale.

Durante il convegno sono intervenuti rappresentanti istituzionali e operatori del territorio, tra cui il sindaco Giancarlo Frigeri, l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso, il consigliere provinciale Carmelo Lauricella e i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Castiglione Olona.

Dalla teoria alla pratica: le storie che parlano

A rendere ancora più concreta l’iniziativa sono state le testimonianze, tra cui quella di Gianni Nunziante, dipendente della cooperativa San Carlo impiegato presso il Museo Civico di Castiglione. Gianni ha raccontato con emozione la sua esperienza lavorativa, nata proprio grazie a questo progetto, e quanto abbia contribuito al suo percorso personale e professionale.

“Il nostro obiettivo è dimostrare che i luoghi della cultura possono essere anche luoghi di lavoro inclusivo, accessibili e vivi, dove si intrecciano crescita personale e sviluppo del territorio” – ha spiegato Maurizio Martegani, presidente della cooperativa San Carlo, aprendo la sessione delle testimonianze.

Una rete che fa sistema

Il progetto si basa su percorsi formativi mirati, supporto educativo e sull’utilizzo di strumenti normativi come l’art. 14 della Legge Biagi per creare occupazione stabile e sostenibile. La mattinata ha visto anche la presentazione della rete di cooperative Labora.Con, a cura di Filippo Oldrini, e si è conclusa con una visita guidata alle sale del museo e un aperitivo, entrambi curati dalla cooperativa San Carlo.

Un modello da replicare

«Crediamo che questo progetto possa diventare una best practice da portare anche in altri contesti – ha sottolineato Raffaella Cirillo, responsabile del Collocamento Mirato Disabili della Provincia di Varese – La cultura è uno spazio vivo e può essere il motore per nuove forme di inclusione e cittadinanza attiva».

L’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso si è complimentata con gli organizzatori dell’iniziativa: «Iniziative come questa consentono non solo di valorizzare il nostro patrimonio culturale ma anche di utilizzarlo come leva di coesione sociale, rendendo i luoghi di questo patrimonio accessibili, inclusivi e partecipati. Ed è l’idea che anch’io ho della cultura».


 

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Pubblicato il 23 Gennaio 2026
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