Da Saronno all’Antartide: una lezione in diretta tra i ghiacci per i ragazzi dell’Itcs Zappa
Grazie a un programma promosso da ENEA, gli studenti dell’ITCS Zappa hanno dialogato con i ricercatori a bordo della nave oceanografica Laura Bassi, in missione nel Mare di Ross
Una mattinata decisamente fuori dall’ordinario per gli studenti dell’Itcs Zappa di Saronno, che ieri hanno partecipato a una lezione in collegamento diretto con l’Antartide, a bordo della nave oceanografica Laura Bassi, impegnata in una missione scientifica nel Mare di Ross.
L’iniziativa fa parte del programma Ausda – Adotta una Scuola dall’Antartide, promosso da Enea, che permette a scuole di tutta Italia di entrare virtualmente nel vivo delle spedizioni polari. Protagoniste dell’incontro sono state le classi del triennio turistico (5ATU, 5BTU, 5CTU) e le classi 2AAM e 2CCT, guidate dal Dipartimento di Geografia.
Una finestra sul laboratorio galleggiante
Non è stata una semplice videochiamata, ma un vero e proprio viaggio virtuale. A bordo della nave, i ricercatori hanno mostrato agli studenti gli strumenti utilizzati per rilevare i fondali marini tramite sonar, e le modalità con cui vengono raccolti sedimenti e carote di ghiaccio per studiare il cambiamento climatico. Il progetto più suggestivo è forse l‘Ice Memory Sanctuary, un archivio di ghiaccio alla base Concordia che conserva preziose tracce della storia climatica del pianeta.
«Abbiamo portato la geografia fuori dai libri – dice la professoressa Rosanna De Angelis – e l’abbiamo trasformata in un’esperienza reale. Vedere i nostri studenti interagire con i ricercatori a migliaia di chilometri di distanza, fare domande, appassionarsi, è stata una grande soddisfazione».
Un ecosistema da difendere
Durante il collegamento, i ricercatori hanno raccontato anche le criticità dell’ambiente antartico: la presenza di microplastiche trasportate dalle correnti oceaniche e l’aumento del turismo nelle zone polari, che rischia di alterare equilibri biologici delicatissimi.
«L’Antartide ci appare lontana, quasi intoccabile, e invece è connessa a noi più di quanto pensiamo. Le informazioni raccolte in questi luoghi estremi ci parlano direttamente del nostro futuro. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere: conoscere il pianeta è il primo passo per proteggerlo».
Tecnologia al servizio della conoscenza
Un ringraziamento particolare è andato anche ai tecnici che hanno permesso il collegamento tra l’aula di Saronno e una nave in movimento tra i ghiacci. Un’impresa non semplice, resa possibile grazie a un’attenta preparazione tecnica e alla sinergia tra scuola e mondo della ricerca.
«Esperienze come questa ci ricordano quanto possa essere potente la tecnologia se usata con intelligenza e finalità educative – conclude la professoressa De Angelis – È una geografia che si fa viva, che entra in classe e apre mondi».
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