Saronno, protesta degli animalisti dopo la Sagra di Sant’Antonio Abate: “È una festa della sofferenza”
Secondo gli attivisti, la presenza di rumori, la folla e un ambiente sconosciuto provocherebbero negli animali uno stato di forte disagio: "In queste condizioni – denunciano – si configura un vero e proprio maltrattamento"
Nuova iniziativa di protesta del Movimento Centopercentoanimalisti a Saronno, dopo la Sagra di Sant’Antonio Abate, la storica manifestazione che ogni anno richiama in città cittadini e visitatori con cortei, eventi e rievocazioni. Al centro dell’attenzione de gli attivisti, anche questa volta, ci sono gli animali impiegati nel corteo, il cui numero – secondo i militanti – sarebbe aumentato rispetto alle edizioni precedenti, così come sarebbero peggiorate le condizioni in cui sfilano.
“Una festa della sofferenza”
«Lo scorso anno avevamo notato un miglioramento: meno animali presenti e maggiore attenzione nel loro trattamento – scrive in una nota il movimento – Ma quest’anno abbiamo assistito a un netto passo indietro. Più animali, più stress, più sofferenza. E tutto questo in nome di una rievocazione che non ha nulla a che fare con loro».
Secondo gli attivisti, la presenza di rumori, la folla e un ambiente sconosciuto provocherebbero negli animali uno stato di forte disagio, incompatibile con qualsiasi idea di rispetto e tutela. «In queste condizioni – denunciano – si configura un vero e proprio maltrattamento. E non può esserci “festa” dove c’è sofferenza».
Lo striscione di protesta alla chiesetta di Sant’Antonio
Per denunciare la situazione oggi alcuni militanti hanno affisso uno striscione di protesta ai cancelli della chiesetta di Sant’Antonio Abate, con la scritta: “Anatema su di voi! Nulla verrà dimenticato“. Un gesto simbolico ma dai toni forti, che punta a condannare l’uso degli animali negli eventi pubblici e a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli organizzatori. «Sant’Antonio – sottolineano – è il patrono degli animali. Il rispetto che gli si deve non può tradursi nella spettacolarizzazione della sofferenza».
Il Movimento Centopercentoanimalisti annuncia che le azioni di protesta proseguiranno anche nelle prossime settimane, finché – spiegano – «non ci sarà un cambiamento reale nell’organizzazione dell’evento e si porrà fine all’utilizzo degli animali nei cortei festivi».
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