Quantcast

Lavori in ritardo, sopralluogo di Comune e Città metropolitana al cantiere della Torre Amigazzi a Rescaldina

Il cantiere ha accumulato sensibili ritardi che mal si coniugano con le scadenze serrate dal PNRR. Segnali positivi dal sopralluogo

torre amigazzi rescaldina

Sopralluogo di Città Metropolitana di Milano, Comune e direzione lavori al cantiere per la riqualificazione della corte della Torre Amigazzi e della piazza del mercato a Rescaldina, intervento inserito da Palazzo Isimbardi tra quelli del bando per il Programma Nazionale per la Qualità dell’Abitare del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, poi confluito nel PNRR. Bando grazie al quale, ormai quasi cinque anni, fa Piazza Chiesa aveva ottenuto un finanziamento in cordata con Legnano e Parabiago per un totale di 15 milioni di euro ripartiti tra i tre Comuni.

A Rescaldina però il cantiere, dall’avvio della demolizione nell’estate 2024 ad oggi, ha accumulato sensibili ritardi, tanto che già a dicembre dello scorso anno, viste anche le ormai imminenti scadenze imposte dal PNRR, il Comune si era seduto al tavolo con Città metropolitana e Ministero. Il sopralluogo di giovedì 15 gennaio, però, ha riacceso la speranza di non vedere sfumare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

«Il sopralluogo è andato meglio del previsto – spiega il sindaco Gilles Ielo -: abbiamo notato un cambio di approccio da parte dell’impresa, che ha accumulato un forte ritardo che non ci ha fatto dormire sonni tranquilli. Nel mese e mezzo trascorso dall’incontro con Ministero e Città metropolitana c’è stato uno sprint maggiore: l’impresa ha portato più maestranze in cantiere e ci ha comunicato di aver chiuso contratti per specifici interventi, come ad esempio la copertura. Rispetto al ritardo, quindi, in questo momento c’è più serenità per il raggiungimento dell’obiettivo».

torre amigazzi rescaldina

Obiettivo che, per mettere in cassaforte i fondi del PNRR, è innanzitutto quello di realizzare le 11 unità abitative previste nel progetto di riqualificazione: è questo, infatti, il fil rouge che ha permesso di inserire l’intervento tra quelli finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. «La prospettiva che ha dato l’azienda di arrivare tra fine febbraio e inizio marco ad avere la copertura – aggiunge il primo cittadino, ringraziando la direzione lavori per la presenza «puntuale e attenta» in cantiere -, con la possibilità di concentrarsi sulla realizzazione delle unità abitative, rende possibile arrivare ad avere gli appartamenti pronti nei termini previsti».

Al netto dei segnali positivi arrivati dal sopralluogo, però, la “spada di Damocle” delle scadenze del PNRR resta. «È una situazione complessa – sottolinea Ielo -: da un lato l’impresa che ha accumulato ritardi, e dall’altro Governo e Città metropolitana ci chiedono il rispetto delle scadenze. Durante l’incontro di dicembre, in cui era stato messo in discussione il finanziamento, ho sottolineato un punto fondamentale: Rescaldina aveva ottenuto i fondi attraverso il bando PINQUA, che tecnicamente non rientrava nel PNRR e non prevedeva termini per la fine dei lavori. Alcune delle soluzioni paventate dagli enti sovraordinati riguardano fondi di accantonamenti e mutui, ma per noi è impensabile ragionare in questi termini rispetto ad un’opera finanziata al 100% anche perché abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Stiamo quindi approfondendo anche la possibilità di tutelarci, ferme restando eventuali contestazioni all’azienda che per il momento preferiamo non muovere con l’obiettivo di portare a casa il risultato».

La storia della corte della Torre Amigazzi

Certezze, sulla storia della Corte della Torre Amigazzi, ad oggi non ce ne sono. Si parla di ipotesi, frutto dei rilievi geometrici, metrici e strutturali effettuati, delle indagini del maestro restauratore Giacomo Luzzana e dell’analisi della cartografia catastale e dei documenti trovati nell’archivio dell’Istituto Barbara Melzi.

L’edificio, nato come una corte a forma di C aperta con giardino, è stato sicuramente costruito prima del ‘700, tanto che risulta censito nel catasto teresiano del 1721: di quell’immobile oggi, secondo i progettisti che hanno messo a punto l’intervento di riqualificazione, rimane «il sistema costruttivo di una parte della parete a nord che è realizzato in mattoni e ciotoli di fiume», diverso dal resto della cascina realizzata con struttura portante in mattoni pieni. È probabile però che già allora esistesse la torre, vista la sua «struttura muraria particolarmente massiccia». Che la torre poi diventata un simbolo del paese esistesse già allora, peraltro, sembra provato anche dalla presenza di due meridiane che dovrebbero essere meridiane di ora italica, abolite in Lombardia nel 1796.

torre amigazzi rescaldina

Nella prima metà dell’800, poi, la prima riconfigurazione, con l’edificio che prende la forma ad H e la demolizione di alcune parti della costruzione originale. Nella seconda metà del XIX secolo, invece, si ipotizzano modifiche più consistenti: è allora che la Corte della Torre Amigazzi viene chiusa sui quattro lati e anche ampliata ad ovest, probabilmente demolendo una parte dell’edificio. Tra gli anni ’30 e gli anni ’70, infine, l’edificio è stato ancora una volta rimaneggiato in modo consistente, prima del suo abbandono.

Il progetto di riqualificazione

Al momento dell’avvio dei lavori la Corte della Torre Amigazzi si presentava in uno stato di conservazione pessimo, tra interventi che ne avevano cambiato l’aspetto e opere che, insieme alla scarsa manutenzione, avevano reso buona parte dell’edificio pericoloso dal punto di vista statico. Si andava dai box realizzati al piano terra eliminando muri portanti all’inserimento di un ballatoio in calcestruzzo verosimilmente al posto di uno in legno, dall’ampliamento degli spazi abitativi con la chiusura dei fienili alla realizzazione di solai in laterocemento sopra quelli in legno, passando per le aperture nei muri portati e l’introduzione di elementi strutturali atipici.

Da lì la scelta di un intervento che si basa per due terzi sulla demolizione e ricostruzione della corte e per un terzo sul restauro conservativo, che interesserà anche la torre. Al piano terra troveranno casa gli spazi aperti al pubblico, dove verrà trasferita la biblioteca. Al primo piano, invece, ci saranno gli spazi abitativi, con una parte degli 11 appartamenti previsti destinata al co-housing.

In programma c’è anche la riqualificazione degli spazi esterni, con un ampio “giardino urbano” che completerà le parti pubbliche dell’edificio, delimitato lungo via Silvio Pellico da un portico, e la realizzazione di un belvedere dalla Torre Amigazzi.

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di gennaio

Leda Mocchetti
leda.mocchetti@legnanonews.com
Noi della redazione crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.
Pubblicato il 16 Gennaio 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore