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Le olimpiadi di popolo

Il direttore ha scelto di stare sotto il palco dei giardini Estensi e il giorno dopo riflette sulla partecipazione al passaggio della fiamma olpimpica

Generico 12 Jan 2026

Un grande entusiasmo e momenti divertenti nella lunga attesa per l’arrivo della fiamma olimpica ai giardini Estensi. Come quando dal palco hanno fatto il classico degli annunci: “Flavio e Federico sono qui sotto e le mamme possono venire a riprenderli”. I due bambini erano scappati per prendersi i gadget di una nota azienda di bevande. Si è risolto tutto in pochi minuti tra gli applausi per i due piccoli e le loro mamme.

L’attesa è stata lunga anche perché i giardini si sono riempiti presto e le persone si sono accalcate sotto il palco per non perdersi il momento di massima emozione con l’accensione del braciere. Insieme a Marco, lo speaker ufficiale, a tenere banco sono state anche due teenager che gridavano come forsennate. Intanto lungo le strade del percorso della fiamma si scatenava l’entusiasmo delle persone.

Tra il pubblico, con un pienone inaspettato in quelle dimensioni, c’erano due sentimenti differenti. Una parte esprimeva tutto l’entusiasmo possibile, cosciente di far parte di un momento storico non solo per la città, ma per loro stessi. Un’altra invece si lamentava e polemizzava spesso. “Fateci vedere che succede in città”. “Basta con questi video di Roma o della Sicilia, fateci vedere Varese”. Come non bastasse ci si lamentava della troppa attesa. Insomma, la polarizzazione sta diventando sempre più spesso un fenomeno non solo a livello mondiale, ma anche sotto i campanili, anche quando sei disposto a prenderti un gran freddo ma puoi dire: “io c’ero”.

Varese ha risposto con grande entusiasmo al passaggio della fiamma olimpica. Non sono mancate le polemiche per una città bloccata dal traffico per quasi un’ora. Qualcuno ha lamentato una cerimonia caratterizzata troppo dalla presenza commerciale degli sponsor. Discorso completamente diverso per chi ha fatto sentire la propria voce con compostezza per ribadire i crimini contro l’umanità che continuano a Gaza. Difficile dire se quello era il momento giusto, ma il dramma del popolo palestinese non trova pace perché arriveranno le olimpiadi. Come spesso accade in situazioni come questa non c’è un coro unanime, ma ieri ancora una volta Varese ha dato una buona prova di sé.

Le olimpiadi sono un’occasione straordinaria. Tante persone vedono solo la grande manifestazione sportiva, tante l’occasione per fare festa insieme, altre ancora un’opportunità per la crescita economica. Tanti volti, diversi interessi. Da ieri sera abbiamo un messaggio forte di cui tener conto: c’è tanta voglia di partecipazione e di sentirsi protagonisti. Non è poco.

foto di Andrea Ostoni sul gruppo Oggi nel Varesotto

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di gennaio

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it
La libertà è una condizione essenziale della nostra vita. Non ci può essere libertà senza consapevolezza e per questo l’informazione è fondamentale per ogni comunità.
Pubblicato il 15 Gennaio 2026
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