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A Gerenzano nasce il primo comitato cittadino per il Sì alla separazione delle carriere in magistratura

A promuovere il comitato cittadino il circolo locale di Fratelli d'Italia con l'obiettivo di aprire un luogo di convergenza per chi condivide l’esigenza di una riforma strutturale della giustizia

referendum

Il Circolo di Fratelli d’Italia di Gerenzano ha promosso la nascita di un gruppo cittadino per il Sì al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura, un’iniziativa che, spiegano gli ideatori, «intende favorire la partecipazione democratica e il confronto pubblico su un tema centrale per il futuro della giustizia italiana».

«L’obiettivo è creare uno spazio civico aperto, nel quale possano riconoscersi e partecipare tutti i cittadini favorevoli al Sì, indipendentemente dall’appartenenza politica o dal possesso di una tessera di partito – spiega Andrea Fermata, uno dei promotori – Il gruppo nasce come aggregazione volontaria, libera e inclusiva, fondata sull’impegno civile e non sull’identità partitica. La separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante è un tema che riguarda i principi di imparzialità del giudice, l’equilibrio tra i poteri dello Stato e le garanzie del giusto processo. Su questi presupposti si intende promuovere attività di informazione, momenti di approfondimento e occasioni di dialogo aperto con la cittadinanza, affinché il referendum possa essere affrontato con consapevolezza e responsabilità».

«Il ruolo del Circolo di Fratelli d’Italia di Gerenzano è quello di facilitatore e promotore dell’iniziativa, nella convinzione che le grandi riforme istituzionali debbano essere sostenute da un coinvolgimento ampio e trasversale della società civile – aggiungono i promotori – Il gruppo non nasce come strumento di partito, ma come luogo di convergenza per chi condivide l’esigenza di una riforma strutturale della giustizia. Per quanto a oggi risulti, questo rappresenta il primo gruppo cittadino per il Sì alla separazione delle carriere nato nella provincia di Varese, un segnale significativo di attenzione e sensibilità verso una riforma che incide profondamente sull’assetto democratico del Paese. L’invito è rivolto a tutti i cittadini interessati: partecipare significa contribuire attivamente al dibattito pubblico, mettendo al centro le idee, i valori e il bene comune, al di là delle appartenenze politiche».

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Pubblicato il 13 Gennaio 2026
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