Il Teatro Giuditta Pasta si fa casa per “Wonder Woman” di Antonio Latella: un’opera coraggiosa e necessaria
Martedì 13 gennaio alle 20,45 uno spettacolo che mette al centro una vicenda giudiziaria realmente accaduta e la trasforma in teatro politico e necessario. Alle 20 un incontro con il direttore artistico del Giuditta Pasta Andrea Chiodi
Il Teatro Giuditta Pasta di Saronno torna a distinguersi per una scelta artistica innovativa e coraggiosa: ospiterà il riallestimento dello spettacolo “Wonder Woman” di Antonio Latella, che andrà in scena martedì 13 gennaio alle 20.45, prima di partire per una nuova tournée nazionale. Un’occasione speciale che conferma la vocazione del teatro saronnese a farsi laboratorio creativo, spazio vivo di confronto e presidio culturale attento ai temi più urgenti del presente.
Un teatro che accoglie, ascolta, crea
Latella – uno dei registi più significativi della scena contemporanea – sceglie Saronno non come semplice tappa ma come luogo da abitare, in cui ripensare e dare nuova forma allo spettacolo scritto insieme a Federico Bellini e prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa. In questo contesto, il teatro si trasforma in casa temporanea per la compagnia e in laboratorio di senso per il pubblico.
A sottolineare questo spirito di condivisione, alle 20 nel foyer si terrà “Oltre il Sipario”, un incontro aperto al pubblico con il direttore artistico Andrea Chiodi per entrare nel cuore dello spettacolo e del processo creativo che lo accompagna.
Una Wonder Woman contemporanea
Wonder Woman prende ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto ad Ancona nel 2015: una giovane ragazza peruviana, vittima di uno stupro di gruppo, venne inizialmente giudicata «non abbastanza femminile» per essere credibile come vittima. Una sentenza ribaltata successivamente dalla Corte di Cassazione, ma che lasciò un segno profondo nella memoria collettiva.
Il testo non si limita a ricostruire i fatti, ma prova a entrare nella testa e nel corpo della protagonista, restituendo il ritmo incalzante del trauma, delle contraddizioni e degli ostacoli che la giovane donna deve affrontare nel tentativo di farsi ascoltare. Sul palco, Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara e Beatrice Verzotti danno voce a una drammaturgia serrata, a tratti priva di punteggiatura, come un nastro che si riavvolge di continuo.
Il teatro come spazio politico
Con Wonder Woman, Latella costruisce un teatro politico e necessario, che mette sotto accusa non solo i responsabili del crimine, ma un’intera società incapace di accogliere e credere alla parola delle vittime. Il palco si fa processo collettivo, interrogando i meccanismi mediatici, giudiziari e culturali che spesso trasformano la vittima in imputata.
In questa narrazione, la giovane chiamata “Vichingo” nella realtà diventa una Wonder Woman dei nostri tempi: non invincibile ma capace di resistere, una donna guerriera dei nostri tempi, costretta a lottare per ristabilire una verità continuamente negata. Una figura che, come l’eroina di Marston, interroga il confine tra verità e menzogna nella società contemporanea.
Un progetto culturale che guarda al futuro
Lo spettacolo è inserito nella rassegna Contemporanea, parte del progetto VareseCultura2030, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il coordinamento della Provincia di Varese. Un’azione culturale che si intreccia con gli obiettivi dell’Agenda 2030, in particolare quelli legati alla parità di genere e all’istruzione di qualità.
Con Wonder Woman, il Teatro Giuditta Pasta si conferma ancora una volta come luogo di frontiera tra arte, società e cittadinanza attiva, offrendo alla comunità un’esperienza teatrale intensa e trasformativa.
Qui il link per l’acquisto online dei biglietti
(Foto di Andrea Macchia)

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