Per l’influenza aviaria abbattute nel Varesotto 175.000 galline. Ats Insubria: “Attenzione alle misure di sicurezza”
Il focolaio registrato a Olgiate Olona è l'unico caso nel territorio, mentre a livello regionale si contano oltre 353 mila animali coinvolti. Ats assicura "Il caso è chiuso e non ci sono altre criticità rilevate"
In Lombardia l’influenza aviaria torna a colpire il settore avicolo con nuovi focolai, tra cui uno anche nel Varesotto, a Olgiate Olona. Complessivamente, tra ottobre e novembre 2025, sono stati coinvolti oltre 353 mila animali in tutta la regione. Le autorità sanitarie assicurano che la situazione è gestita, ma raccomandano prudenza e collaborazione, soprattutto negli allevamenti familiari.
Olgiate Olona, focolaio chiuso dopo l’abbattimento
Nel territorio dell’ATS Insubria, l’unico focolaio accertato si è verificato in un allevamento di Olgiate Olona, dove è stato necessario procedere all’abbattimento degli animali infetti e allo smaltimento tramite ditte autorizzate. A fornire un aggiornamento è il dottor Marco Magrini, direttore del Dipartimento veterinario di ATS Insubria: «A Olgiate Olona c’è stato un focolaio, l’unico nel nostro territorio. È stato gestito con l’abbattimento dei 175.000 animali e il loro smaltimento. Il caso è chiuso e non ci sono altre criticità rilevate. Tuttavia, le raccomandazioni igienico-sanitarie devono essere osservate costantemente per la tutela della salute di tutti».
Tra le indicazioni principali: tenere il pollame al coperto, evitare scambi di animali con altri allevatori e segnalare mortalità anomale o sintomi sospetti come piumaggio arruffato, calo nella produzione di uova, sintomi respiratori o neurologici.
“Rischio per la popolazione basso, attenzione nei contesti a rischio”
A rassicurare sul fronte umano è il direttore sanitario dell’ATS Insubria, Giuseppe Catanoso, che chiarisce: «Ad oggi, sul nostro territorio non vi è evidenza di un rischio specifico legato alla circolazione di virus influenzali aviari con trasmissione all’uomo. Tuttavia, a scopo preventivo, è raccomandata la vaccinazione antiinfluenzale H5N8 per le categorie professionali a rischio, come gli operatori a contatto con pollame o uccelli selvatici».
I vaccini sono in fase di acquisizione e verranno offerti in collaborazione con le ASST Sette Laghi, Lariana e Valle Olona.
I numeri regionali: 8 focolai e milioni di euro di danni
La fotografia emersa a livello regionale mostra la persistenza dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI), una malattia virale che colpisce pollame e uccelli selvatici, altamente contagiosa e con impatti economici significativi.
Secondo la Direzione Welfare di Regione Lombardia, negli ultimi due mesi si sono verificati:
- 60.000 tacchini coinvolti nel territorio di Crema
- 15.000 fagiani nel Lodigiano
- 34.000 tacchini in provincia di Brescia
- 175.000 galline ovaiole nel Varesotto
- Numerosi casi nel Mantovano
In totale, circa 353.000 animali coinvolti, con un indennizzo diretto stimato in 3,64 milioni di euro. I focolai sono legati principalmente all’introduzione del virus tramite uccelli migratori, essendo questi territori collocati lungo le rotte di migrazione naturale.
La Direzione Agricoltura ha inoltre evidenziato che tra il 2019 e il 2024 sono stati erogati 26 milioni di euro per indennizzi indiretti, finanziati da fondi europei, nazionali e regionali.
La preoccupazione degli allevatori: impianti da adeguare e risarcimenti più rapidi
Durante le audizioni con le associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Copagri e Cia Agricoltori), è emersa forte preoccupazione per la ciclicità del fenomeno e la necessità di interventi strutturali. Gli allevatori chiedono:
- Risarcimenti in tempi brevi
- Investimenti per adeguare gli impianti (molti risalgono agli anni ’70)
- Un piano di prevenzione strutturato, anche con vaccinazioni mirate
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