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Condannato a tre anni ai domiciliari il prete di Cislago accusato di abusi su un minore

Don Mauro Galli, originario di Cislago, è stato accusato di aver avuto rapporti con un 15enne nel 2011 quando era vicario parrocchiale a Rozzano, nel Milanese. È stato anche vicario nella parrocchia di San Pietro al quartiere Canazza di Legnano

Generica 2020

Tre anni di arresti domiciliari. È questa la condanna decisa dalla Seconda sezione penale della Corte d’appello di Milano per don Mauro Galli, 44 anni, originario di Cislago ed ex vicario nella parrocchia di San Pietro al quartiere Canazza di Legnanoincaricato della Pastorale Giovanile delle parrocchie di S. Teresa del Bambino Gesù, dei Santi Magi in Legnano e di SS. Redentore in Legnarello.

I fatti contestati risalgono al 2011, quando era vicario parrocchiale a Rozzano: è accusato di aver abusato sessualmente di un 15enne, invitato dal prete a trascorrere la notte tra il 19 e il 20 dicembre con lui. Pur avendo ammesso di aver dormito con il ragazzino in un letto matrimoniale, il sacerdote ha negato gli abusi, mentre l’allora adolescente ha detto di aver subito pesanti apporcci sessuali. A Legnano arrivò nel 2012, l’anno dopo le accuse. La sentenza nel processo di appello bis arriva dopo 12 anni.

In primo grado don Mauro Galli era era stato condannato a sei anni e quattro mesi, in appello la pena era stata ridotta a cinque anni e mezzo, infine la Cassazione aveva annullato la condanna rinviando ad un altro processo di secondo grado. La sentenza martedì 26 settembre, con la Corte d’appello di Milano che ha accolto la proposta di patteggiamento con una pena definitiva di tre anni da scontare ai domiciliari con possibilità di autorizzazioni a uscire per questioni lavorative.

La Diocesi di Milano ha diffuso una nota pubblicata sul sito istituzionale: «Abbiamo ha appreso che ieri la Corte di Appello di Milano ha accolto la richiesta di concordato sui motivi di impugnazione da parte della Procura Generale e della Difesa di don Mauro Galli. Dopo l’annullamento della sentenza di condanna a cinque anni e mezzo di reclusione per il reato di violenza sessuale – annullamento deciso dalla Corte di Cassazione nel giugno 2022 -, il sacerdote è stato condannato alla sanzione sostitutiva della detenzione domiciliare per tre anni, con autorizzazione a svolgere l’attività lavorativa infrasettimanale per otto ore al giorno. È stata inoltre riconosciuta l’attenuante del «fatto di minore gravità» sul presupposto della insostenibilità delle più gravi accuse contenute nella denuncia presentata nel 2014 per una vicenda risalente al dicembre 2011.
Dal punto di vista dell’ordinamento ecclesiale, mentre si attende l’esito del processo canonico in corso, sotto la responsabilità della Santa Sede, don Mauro Galli resta sospeso dall’esercizio pubblico del ministero, condizione in cui si trova fin dall’avvio del procedimento.
Sebbene la decisione della Corte d’Appello appaia in linea con la decisione della Suprema Corte che aveva messo in dubbio le più gravi condotte addebitate al sacerdote, la Chiesa di Milano rimane colpita e addolorata per una vicenda che ha provocato grande sofferenza per la vittima, per i suoi familiari e per tutte le altre parti coinvolte.
Nel riconoscersi bisognosa di conversione e mai al riparo da scandali e fragilità, la Chiesa ambrosiana – come tutta la Chiesa universale – è inoltre consapevole che la prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso (sessuale, ma anche di potere e di coscienza) non possono ammettere ritardi e incertezze. Per questo la Diocesi negli ultimi anni ha intensificato l’impegno per la formazione, la prevenzione e il contrasto degli abusi, in particolare nei confronti dei minori, in linea con le indicazioni della Santa Sede e della Conferenza episcopale italiana.
Nel 2019, contestualmente alla pubblicazione delle Linee guida in materia di Formazione e Prevenzione – a cui ogni istituzione, comunità ed educatore della Diocesi è chiamato ad attenersi -, è stata istituita la figura del Referente diocesano per la Tutela dei Minori, affiancata dal novembre 2021 dal Servizio di ascolto, a cui è stato affidato il compito di prima accoglienza e ascolto di coloro che si dichiarano vittime di abusi in ambito ecclesiale, così come delle persone che sono a conoscenza di una situazione di presunto abuso».

Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 28 Settembre 2023
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