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La morte di Manuel e la matrioska delle nostre responsabilità

La tragedia con la morte del piccolo Manuel assomiglia a una matrioska che via via che la guardi svela aspetti diversi

manuel

“Ogni anno, più di 6.500 incidenti stradali sono causati da alcol e droghe. Gli incidenti stradali sono complessivamente la prima causa di morte per i giovani dai 15 ai 24 anni. Oltre il 90% di tutti gli incidenti stradali potrebbe essere evitato adottando comportamenti corretti”.

Inizia così la campagna del Governo di qualche mese fa sugli incidenti stradali dei giovani. Rivederla oggi, dopo la morte a Roma del piccolo Manuel schiacciato in auto insieme alla sua mamma e sorellina, fa tremare i polsi.

Intorno a quell’incidente stiamo leggendo molte prese di posizione che mettono sul banco degli imputati l’era social, oltre alle sostanze stupefacenti. Ci piace semplificare perché di fronte a una tragedia come quella è più semplice individuare un solo colpevole. Ci rassicura e non sentiamo di averne alcuna responsabilità. E invece abbiamo assistito a un evento terribile che stravolge la vita a decine di persone e dove c’è un responsabile esecutivo preciso di quanto successo, ma quel fatto è anche simbolo di un’epoca. Ci sono così tanti ingredienti da restare storditi.

Le auto, sempre più veloci, potenti, grandi con prestazioni che non hanno niente a che fare con la mobilità urbana. Il gusto della velocità in un mondo sempre più nevrotico e alle prese con l’aggressività. Riprendiamo alcuni dati che avevamo pubblicato solo due mesi fa.

“Nel 2021 sono 2.875 i morti in incidenti stradali in Italia (+20,0% rispetto all’anno precedente), 204.728 i feriti (+28,6%) e 151.875 gli incidenti stradali (+28,4%), valori tutti in crescita rispetto al 2020″. Sono i dati ufficiali dell’Istat e nel 2022 è andata ancora peggio. L’ufficio di statistica ci fornisce anche alcune cause di questa strage continua. “Tra i comportamenti errati alla guida i più frequenti si confermano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata”.

La facilità con cui il mercato opera alcune scelte. Un neo patentato può guidare solo auto di piccola cilindrata. Poi arriva a 20 anni e può noleggiare una Lamborghini come quella che ha procurato l’incidente e la morte di Manuel. Chi ha noleggiato quel bolide conosceva come avrebbero utilizzato l’auto i ragazzi di Borderline? Non era la prima challenge che pubblicavano con l’uso estremo di una macchina.

Le famiglie, che sempre più spesso sono incapaci di avere un ruolo guida per i figli. È un tema molto complesso che lasciamo qui, ma sul quale occorre una riflessione attenta e poco stereotipata perché viviamo temi nuovi e difficili.

I social. È chiaro che questa epoca mostra fenomeni che possono essere anche inquietanti, ma dobbiamo fare attenzione a credere che i ragazzi si “rincoglioniscano” a causa di un cellulare. Dall’altra parte sono sempre di più quelli che credono a facili guadagni e all’idea che il digitale sia la dimensione immediata che renda ricchi. Il sistema mediatico esalta e distrugge con le stesse modalità alcuni modelli. I numeri che possono essere raggiunti grazie ai social e YouTube erano inimmaginabili prima di questa epoca. Per sfondare e diventare qualcuno servono idee e lavoro sodo. Poi ci sono scorciatoie che possono facilitare quell’ascesa. I challenge, una gara, una sfida, contro il tempo per superare un obiettivo, possono essere una risposta. C’è il vuoto? Può essere, ma intanto centinaia di migliaia di persone, a volte milioni, seguono quel vuoto. Una ragione ci sarà.

E arriviamo ai cinque ragazzi che procedevano da ore sul bolide. Sulla loro coscienza resterà per sempre aver determinato la morte di un bambino di cinque anni. Sarà molto difficile superare un simile trauma. Dovranno pagare come prevede la giustizia, ma nessuno potrà restituire Manuel alla vita e alla sua famiglia.

Insomma è una tragedia che assomiglia a una matrioska che via via che la guardi svela aspetti diversi, ma che fan tutti parte di una società incapace di fermarsi e riflettere più a fondo su quello che sta vivendo.

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it
La libertà è una condizione essenziale della nostra vita. Non ci può essere libertà senza consapevolezza e per questo l’informazione è fondamentale per ogni comunità.
Pubblicato il 16 Giugno 2023
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