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Allevamento da incubo, sequestrati dall’Oipa di Milano sei pitbull

I sei cani, cinque femmine e un maschio, si trovano ora in custodia presso il canile sanitario Fusi di Lissone che li custodirà fino a che il Tribunale di Monza non deciderà per la confisca e per la successiva adozione

Generico 19 Dec 2022

Sei pitbull scheletrici costretti a vivere in uno scenario da incubo sono stati sequestrati in un allevamento amatoriale in Brianza dalle guardie ecozoofile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) di Milano.

All’interno dei box dove erano costretti a vivere erano presenti cumuli di escrementi e neppure una ciotola d’acqua. Al detentore e al proprietario degli animali sono stati contestati i reati di detenzione incompatibile e maltrattamento ai sensi degli articoli 727 comma 2 e 544 ter del Codice penale. L’azione è stata condotta con il supporto dei carabinieri di Agrate Brianza.

I sei cani, cinque femmine e un maschio, si trovano ora in custodia presso il canile sanitario Fusi di Lissone che li custodirà fino a che il Tribunale di Monza non deciderà per la confisca e per la successiva adozione da parte di chi possa accudirli come meritano. Intanto, possono essere presi in affidamento provvisorio a chi ne faccia richiesta

«Lo stato e il contesto in cui abbiamo trovato gli animali erano drammatici – racconta Fabio D’Aquila, coordinatore delle guardie zoofile Oipa di Milano e provincia -. Appena entrati, lo scenario che ci siamo trovati davanti è stato terribile: il pavimento dei recinti era completamente ricoperto di feci e urina, i cani erano privi di acqua ed erano talmente magri da risultare quasi scheletrici, con piaghe da decubito sul corpo e non molto vigili agli stimoli, uno di loro stava male e continuava a vomitare».

Le guardie ecozoofile Oipa hanno contattato subito l’Ats Brianza e i due medici veterinari intervenuti hanno visitato gli animali, che sono stati posti dagli agenti sotto sequestro penale. Sia il detentore degli animali sia il proprietario degli stessi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica del Tribunale di Monza.

Ma non basta. Durante l’ispezione dell’area è stata trovata una gabbietta un pappagallo morto di stenti da poco. Per quest’ultima circostanza è stato contestato anche il reato di uccisione di animali ai sensi dell’art 544 bis del Codice penale.

Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 22 Dicembre 2022
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