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False lauree da Milano a Reggio Calabria, smantellato il consorzio Unimorfe. Un arresto anche a Rho

Il gruppo composto da dieci persone aveva messo in piedi una sorta di diplomificio che elargiva attestati senza alcun valore legale. Le vittime pagavano dai 4 mila ai 12 mila euro

Polizia e Guardia di Finanza

Fornivano falsi attestati e titoli di livello universitario, vantando collaborazioni con università telematiche italiane e straniere ma erano veri e propri truffatori. Tra loro c’era anche un uomo di 37 anni residente a Rho, M. A. L., 37 anni, che aveva stabili contati con gli altri associati, gestiva e organizzava i corsi a Milano, si occupava delle falsificazioni degli attestati e li consegnava ai corsisti oltre ad avere un ruolo anche nella gestione economica del gruppo legato al consorzio universitario Unimorfe con sedi a Roma e a Reggio Calabria.

I finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e personale della Polizia Metropolitana reggina hanno eseguito, questa mattina (giovedì), su delega della locale Procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Giovanni Bombardieri, un’ordinanza di custodia cautelare personale e patrimoniale, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di dieci soggetti, indagati, allo stato e fatte salve le necessarie conferme nel prosieguo delle indagini preliminari, per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, falsi ed autoriciclaggio.

Il provvedimento della magistratura reggina, eseguito dalla Compagnia Pronto Impiego in collaborazione con la Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Metropolitana di Reggio Calabria e con i Reparti del Corpo competenti per territorio, dispone la misura cautelare in carcere nei confronti di tre donne di Condofuri (RC), madre e figlie e considerate il vertice dell’organizzazione, agli arresti domiciliari nei confronti di altri cinque, residenti nella locride, a Roma, a Trani (BAT), a Terracina (LT) e a Rho (MI) e l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di altri due, residenti a Locri (RC) e a Ribera (AG).

Dagli accertamenti di polizia giudiziaria sinora eseguiti è emersa l’esistenza e l’operatività – dietro la parvenza di un finto centro di formazione internazionale, falsamente riconosciuto e convenzionato con enti pubblici ed università italiane e straniere – di un’associazione per delinquere, stabile e strutturata, attiva fin dal 2016 a tutt’oggi, finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati-fine (quali truffe, falsi ed autoriciclaggio), che sarebbe riuscita ad accumulare proventi delittuosi per milioni di euro, raggirando decine e decine di vittime. I corsi costavano da 3-4 mila euro fino a 12 mila euro ma consegnavano nelle mani delle vittime pezzi di carta senza alcun valore.

Le indagini, infatti, sono state avviate proprio per verificare le denunce, presentate all’Autorità Giudiziaria, da persone truffate che avevano frequentato alcuni corsi offerti dal centro di formazione, ma i cui titoli erano stati ritenuti non validi nell’ambito di procedure valutative del personale, all’interno di Pubbliche Amministrazioni.

Le persone indagate erano in grado di fornire diplomi di laurea di università straniere con la relativa omologazione, di università italiane telematiche nonché certificati di conoscenza della lingua inglese e abilitazioni all’attività didattica nell’ambito dell’assistenza educativa, all’esito di corsi.

Le attività formative, dai prezzi esosi, erano organizzate in varie sedi, ma non erano riconosciute dalle istituzioni preposte; in alcuni casi, i titoli erano rilasciati senza la frequenza di alcun corso o il superamento di alcun esame. Una delle promotrici dell’associazione, inoltre, è indagata anche per appropriazione indebita poiché, in qualità di rappresentante legale di un sindacato di Condofuri (RC), si sarebbe appropriata di circa 300.000 euro depositati sul conto corrente dell’organizzazione sindacale, mediante prelevamenti e bonifici su conti correnti propri o dei familiari.

Grazie agli accertamenti patrimoniali, l’Autorità Giudiziaria ha disposto, inoltre, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di rapporti finanziari e due immobili di pregio nel Comune di Roma, nella centralissima via degli Scipioni, nella disponibilità dei promotori dell’organizzazione. Tali beni, aventi un valore complessivo di oltre 3.200.000 euro, sono il provento dell’attività illecita posta in essere dai componenti dell’associazione e oggetto di autoriciclaggio.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 07 Aprile 2022
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