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L’appello di 64 sindaci del Milanese: abbassare di un grado il riscaldamento per ridurre i consumi

La proposta arriva da 64 sindaci, tra cui i primi cittadini di Legnano, Solaro, Bollate: un gesto concreto per dipendere il meno possibile delle forniture di energia che arrivano dalla Russia e contro la guerra in Ucraina

riscaldamento

Abbassare di almeno un grado la temperatura dei riscaldamenti e magari ridurre l’orario di accensione per dipendere il meno possibile delle forniture di energia che arrivano dalla Russia e fare un gesto concreto contro la guerra in Ucraina. La proposta arriva da 64 sindaci della Città metropolitana di Milano, tra cui i primi cittadini di Legnano, Solaro, Bollate,  che hanno scelto di fare il primo passo riducendo temperature e orari di funzionamento del riscaldamento negli edifici pubblici e con una lettera aperta si sono rivolti direttamente ai cittadini invitandoli a fare altrettanto nelle proprie case.

«La guerra che si sta combattendo in Ucraina tocca ognuno di noi per le atroci sofferenze che sta affrontando il popolo ucraino, costretto a subire un’invasione che minaccia la libertà e la democrazia oltre la vita di migliaia di donne, uomini e bambini – si legge nella lettera -. Il nostro auspicio è quello che le mediazioni internazionali riportino al più presto la pace e si depongano le armi. Quanto sta accadendo, le azioni che la Russia sta mettendo in campo, oltre a toccare le nostre coscienze e minare ogni principio di civiltà, hanno ricadute sulla nostra quotidianità a partire dagli approvvigionamenti energetici che tanto dipendono dalla forniture russe. La comunità internazionale ha predisposto e sta predisponendo una serie di iniziative che limitino l’influenza della Russia, ma anche noi possiamo fare qualcosa, ognuno nel suo piccolo, ma che può diventare un gesto molto significativo».

«Il nostro appello – prosegue il messaggio dei sindaci – è quello di ridurre di almeno un grado la temperatura dei generatori di calore che oggi riscaldano le nostre case, tutte le strutture pubbliche, le attività commerciali e produttive, fin quando la crisi ucraina non sarà risolta. Noi inizieremo a ridurre la temperatura e l’orario di accensione negli edifici comunali. Magari avvertiremo un po’ di freddo ma quella sensazione ci sensibilizzerà ancora di più a comprendere e a fare nostre le sofferenze che sta patendo il popolo ucraino. Un brivido di freddo che scalderà i nostri cuori nella speranza che i leader internazionali fermino la guerra. Grazie a tutti coloro che si uniranno a queste iniziativa di solidarietà e condivisione per non lasciare solo nessuno».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 Marzo 2022
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