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Da Sesto Calende a Monza a piedi e in bici

Settantacinque km dentro il parco del Ticino, lungo il canale Villoresi fino a Monza. Un percorso immerso nella natura, nelle ville, nell'arte e nella storia

Generica 2020

Il percorso da Sesto Calende a Monza è lungo 75 chilometri ed è tutto in sicurezza, accessibile e senza dislivelli. Una camminata o pedalata alla scoperta di uno spaccato unico di Lombardia tra fiumi, dighe, pezzi di storia e ville.

La prima parte dell’itinerario si sviluppa all’interno del Parco del Ticino ora diventata area Mab che include anche il Verbano, il parco del Campo dei fiori e quello della Valgrande.

Il tracciato parte dall’alzaia sul Ticino a Sesto Calende per entrare nel canale Villoresi dopo la diga del Panperduto e da lì lo si percorrerà fino a Monza.

L’ITINERARIO

Sesto Calende – Diga di Miorina   3,4 km
Diga del Panperduto                      10,4 km
Tornavento                                       22,6 km
Lainate                                              51,8 km
Monza                                               75,0 km

L’itinerario può essere percorso tutto a piedi o in bicicletta ed è accessibile anche alle persone con ridotta capacità di mobilità. Nel primo caso possono servire diverse tappe. Per ragioni logistiche legate alle accoglienze per dormire si può fare una prima sosta tra il Panperduto, dove si trova un ostello, o a Tornavento. Da lì la seconda tappa può essere fatta a Lainate per poi arrivare direttamente a Monza.

In bicicletta visto il percorso tutto in piano si può fare tutto in una giornata d magari rientrare in treno.

Da Sesto Calende alla diga di Miorina

Il Ticino dopo la pioggia

Il primo breve tratto è di 3,4 km. Si può partire dal centro di Sesto Calende e si prosegue costeggiando il fiume Ticino. Una bella passeggiata da fare per iniziare a scoprire la relazione tra la natura e l’opera dell’uomo. Subito dopo la diga si trovano spiagge e più in alto l’area archeologica di Golasecca.

Dalla diga di Miorina al Panperduto

Maggio 2021

Questo tratto del percorso corre sempre di fianco al Ticino ed è lungo 7 km. Lungo l’alzaia, oltre ad alcuni locali, si incontra la centrale elettrica Porto della Torre e il primo ponte che collega la Lombardia al Piemonte con il passaggio della strada statale 336. “Giungendo in questo luogo – si legge sul sito del Panperduto – si rimane incantati: l’acqua è la protagonista assoluta, se ne percepisce la maestosità e la potenza; lo sguardo viene attratto dalla complessità dei percorsi da essa compiuti fra l’ambiente fluviale e le opere di derivazione e canalizzazione. Qui l’ingegno umano è riuscito a domare l’acqua costruendo uno degli snodi idraulici più importanti della Lombardia, dove parte delle acque dal fiume Ticino vengono deviate per formare due importantissimi canali: il Villoresi, utilizzato per l’irrigazione e il canale Industriale, fondamentale per la produzione di energia. La diga del Panperduto sul Ticino e le opere ad essa collegate vennero inaugurate nel 1884 dal progetto di Eugenio Villoresi, solo dopo molti anni di studi e di varianti”.

Dal Panperduto a Tornavento

La Giornata del panorama - Le foto dei lettori

Sono 12,2 km. Si lascia l’alzaia del Ticino e si inizia a camminare di fianco al canale Villoresi per arrivare subito sotto l’ex dogana austroungarica oggi sede del Parco del Ticino. Qui merita una sosta per scoprire le bellezze di Via Gaggio con una sorta di museo storico a cielo aperto e il belvedere di Tornavento, incantevole borgo con una vista mozzafiato sul Piemonte e la catena alpina.

Da Tornavento a Lainate

Generica 2020

Sono 29,2 km. Questo tratto termina con uno dei capolavori della Lombardia. Villa Borromeo Visconti Litta, villa di delizie in cui arte, storia e divertimento lasciano il visitatore incantato da tanta bellezza per la varietà di mosaici, statue, affreschi, fontane e giochi d’acqua. “Sorprendere il visitatore, – come si legge sul sito ufficiale della villa – divertendolo, fu l’intento dell’ideatore del complesso, il conte Pirro I Visconti Borromeo, che, nella seconda metà del XVI secolo, ampliò un possedimento, destinato a ‘riposteria’ di prodotti agricoli, iniziandone la trasformazione in villa di rappresentanza. Cultore d’arte, Pirro ridefinì architettura e decorazione del corpo residenziale, impostò il giardino e ideò il Ninfeo, progettato da Martino Bassi e concepito per esporre una collezione di dipinti, sculture e ‘curiosità’, oltre che per ‘animare’ i celebri scherzi d’acqua”.

Una visita a Villa Litta di Lainate costituisce un’esperienza unica: villa di delizie in cui arte, storia e divertimento lasciano il visitatore incantato da tanta bellezza per la varietà di mosaici, statue, affreschi, fontane e giochi d’acqua. Fu il Conte Pirro I Visconti Borromeo – intorno al 1585 – a ideare il complesso ispirandosi alle ville medicee toscane e a trasformare la proprietà di Lainate in un luogo unico, grazie anche alle maestranze d’eccezione.

Qui trovate tutte le informazioni per la visita.

Da Lainate a Monza

Generica 2020

Sono 23,2 km. Lasciata Villa Litta si riprende il cammino lungo il canale Villoresi e si attraversano i piccoli parchi della Rosa Camuna e del Bosco. Lungo il percorso si incrociano il Lura e il fiume Seveso. Si costeggiano numerosi paesi della Brianza fino al centro di Monza.

Per maggiori informazioni sulla città potete visitare il sito ufficiale del turismo di Monza.

INFORMAZIONI E LINK UTILI

IL PARCO DEL TICINO

Il Parco del Ticino è nato nel 1974 per la tutela e la salvaguardia ambientale del territorio lombardo presente lungo il corso del fiume Ticino. Si estende dal Lago Maggiore alla confluenza con il fiume Po, su una superficie complessiva di circa 92.000 ettari, in 47 Comuni nelle Province di Varese, Milano e Pavia. Grazie al suo patrimonio di natura, paesaggio, arte e storia, la Valle del Ticino, nel 2002, è stata riconosciuta dall’UNESCO come Riserva della Biosfera. Ha una fitta rete di sentieri che si sviluppano per tutta l’area del parco.

LA PISTA CICLABILE DEL CANALE VILLORESI

Il canale ha  origine dal fiume Ticino, dalla diga del PanPerduto  e sfocia nel fiume Adda o, alternativamente, nel Naviglio della Martesana nei pressi di Cassano d’Adda al termine di un percorso lungo 86 km che lo qualifica come il secondo canale artificiale più lungo d’Italia, dopo il canale Emiliano Romagnolo.

“La pista ciclabile del Canale Villoresi – come si legge sul sito del turismo di Monza – attraversa la campagna Lombarda, costeggiando l’intero tratto del Canale Villoresi, lo storico corso d’acqua realizzato per l’irrigazione dei campi alla fine dell’Ottocento dall’ingegnere Eugenio Villoresi. Il Canale preleva acqua dal fiume Ticino, all’altezza di Somma Lombardo, e dopo un percorso di 86 km la restituisce al fiume Adda, presso Groppello.

E’ un itinerario ciclabile facile e pianeggiante, percorribile da tutti i tipi di bicicletta e adatto anche a famiglie con bambini. Un luogo ideale per una pedalata fuori porta, che permette di conoscere le ricchezze naturalistiche e paesaggistiche del territorio, attraversando in bici campi coltivati, parchi e boschi, con diverse possibilità di deviazione da cogliere per scoprire le bellezze architettoniche dei moltissimi Comuni che lo attraversano, o per proseguire sulle altre piste ciclabili che il canale incrocia”.

PER ARRIVARE E TORNARE

Il sistema migliore per arrivare a Sesto Calende è il treno con Trenord. Qui il sito per consultare orari e costi. Lo stesso si può fare una volta arrivati a Monza. In diversi tratti del percorso si incontrano paesi dove è presente una linea ferroviaria.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 03 Febbraio 2022
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