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Il 70% delle imprese venete assumerà nuovi lavoratori nel prossimo biennio

Ci sono ottime notizie in arrivo per i lavoratori del Nord Est. Un sondaggio rivela infatti che, tra il 2022 e il 2023, la stragrande maggioranza delle imprese venete assumerà nuove risorse.

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Il Veneto si candida a fare da traino alla ripartenza del mercato del lavoro italiano. A rivelarlo è una recente ricerca condotta da Confindustria Veneto e Fondazione NordEst. Il report parla chiaro: il 70% delle aziende del territorio sarebbe in procinto di assumere nuove risorse nel corso dei prossimi due anni.

Ecco quindi che diventa necessario collegare in maniera più rapida, efficace ed efficiente la domanda e l’offerta di lavoro. E che diventa di fondamentale importanza il ruolo svolto dalle agenzie di ricerca personale come Jobtech, la prima in Italia a operare esclusivamente online tramite tool digitali di nuova generazione. Grazie allo sviluppo di portali verticali dedicati a specifici settori – il retail, la logistica, la ristorazione e l’hospitality, il customer support e la contabilità – il sito è un valido punto di incontro tra i candidati e le aziende che necessitano di assumere nuovi talenti.

I recruiter dell’agenzia, supportati da strumenti tecnologici all’avanguardia, sono in grado di arrivare in tempi rapidi all’identificazione dei profili professionali più in linea con le esigenze dei clienti. Lato lavoratori, supportano i professionisti di qualsiasi età, livello ed esperienza professionale nell’elaborazione di un curriculum in grado di incrementare la visibilità del candidato e, di conseguenza, le chance di essere selezionati.

Per far fronte all’aumento della domanda di forza lavoro avanzata dalle imprese venete si dovrà inoltre lavorare con il fine di far meglio combaciare l’offerta formativa e quella professionale. Le istituzioni scolastiche devono essere in grado di sfornare giovani lavoratori e giovani lavoratrici preparate, in possesso delle competenze e delle conoscenze realmente necessarie per entrare in azienda.

In questo senso, gli istituti tecnici superiori (Its) svolgono un ruolo da molti ritenuto cruciale. Secondo Enrico Carraro, il presidente di Confindustria Veneto, gli Its della regione sarebbero già pronti a integrare e sviluppare i principi di digitalizzazione e innovazione che sono richiesti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Per di più, grazie ai contributi del Next Generation UE, nei prossimi anni gli istituti tecnici potranno contare su un generale miglioramento della propria offerta formativa. Miglioramento che, in poche parole, porterà a un aumento del numero di laboratori e della qualità dei corsi offerti.

di divisionebusiness@varesenews.it
Pubblicato il 31 Dicembre 2021
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