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Per Uboldo chiede lumi: “Che fine ha fatto la promessa di riportare la luce nelle vie private?”

La lista di opposizione "Per Uboldo" solletica l'amministrazione comunale in merito alla mancanza di luminarie nelle vie private, contestando il fatto che la giunta del sindaco Clerici abbia usato il tema in campagna elettorale senza poi mettere in pratica le promesse

Generica 2020

La lista di opposizione “Per Uboldo” solletica l’amministrazione comunale in merito alla mancanza di luminarie nelle vie private, contestando il fatto che la giunta del sindaco Clerici abbia usato il tema in campagna elettorale senza poi mettere in pratica le promesse

“Un paese poco illuminato è un paese poco sicuro”. “Lasciare le strade al buio significa   renderle più insicure. Significa dare meno sicurezza ai cittadini che vi abitano. Ecco allora che ci attiveremo da subito per riattivare l’illuminazione nelle vie dove è stata tolta perché l’illuminazione serve innanzitutto per dare un maggior grado di sicurezza ai residenti. Costi quel che costi perché la Sicurezza dei cittadini non ha prezzo”. Così scrivevamo nel mese di Gennaio 2019 in vista delle elezioni amministrative del mese di Maggio facendo riferimento alla paradossale situazione creatasi dopo che la precedente Amministrazione nel Luglio del 2015 aveva deciso di spegnere le luci dell’illuminazione pubblica in 47 vie (private, consortili o considerate tali), spegnendo 150 lampioni e lasciando al buio oltre 1.500 cittadini…

E lo scrivevamo non come semplice “spot elettorale”, ma consapevoli che la situazione andava sanata e che riaccendere le luci nelle vie private era ed è possibile. Il nostro slogan era: “Uboldo? RIACCENDIAMOLA”. Nel mese di Maggio 2019, a pochi giorni dalle elezioni, il Centrodestra di Uboldo, la compagine che avrebbe poi guidato il paese, nel suo programma elettorale così scriveva “Sfruttare la tecnologia è un dovere e fornire alternative ai cittadini un obbligo. Pensiamo all’illuminazione nelle traverse private; oggi riportare la luce in quei luoghi scarsamente illuminati è possibile utilizzando pannelli solari fotovoltaici”.

Era una delle “poche promesse” (così era scritto nel programma) fatte da questa Amministrazione agli uboldesi.
Oggi, dopo oltre 910 giorni di Amministrazione (esattamente 2 anni e mezzo, metà mandato…), vista la “promessa” fatta ad oltre 1.500 cittadini che sono rimasti al buio, e considerato che gli stessi sono ancora al buio, chiediamo al Sindaco a che punto è il progetto di “riportare la luce in quei luoghi scarsamente illuminati utilizzando pannelli solari fotovoltaici”.
Ad oggi noi di nuove luci in paese vediamo solo quelle di… Natale. A proposito: oltre alla mancanza dell’illuminazione nelle vie private, consortili o considerate tali, vi è anche la questione della scarsa, a volte inesistente, illuminazione di vie pubbliche di grande traffico che di sera sono quasi totalmente buie o poco illuminate e diventano pericolosissime per
chi le percorre.

Pertanto chiediamo al Sindaco una risposta precisa su questa promessa. Vogliamo o no riaccendere Uboldo? Chiediamo una risposta che non si trinceri dietro la solita frase: c’è stato il Covid…

Il progetto esiste davvero? Riaccenderete le luci nelle vie private come promesso in campagna elettorale?

Per Uboldo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 Novembre 2021
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