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Miglino: “Abbandono scolastico in aumento. La scuola torni ad essere opportunità di crescita”

Le riflessioni di Mariassunta Miglino, docente dell'ITCS Gino Zappa di Saronno, al termine dell'anno scolastico che lascia spazio agli esami di maturità

Generica 2020

Le riflessioni di Mariassunta Miglino, docente dell’ITCS Gino Zappa di Saronno, al termine dell’anno scolastico che lascia spazio agli esami di maturità.

Terminati gli scrutini, a un giorno dall’inizio della Maturità, oggi è il giorno che fino all’epoca pre covid vedeva la pubblicazione dei “tabelloni”sulle pareti esterne degli Istituti.

Quest’anno la pubblicazione sarà soltanto sul registro elettronico, riservata all’accesso dei singoli studenti. Stamattina anche lo Zappa era vuoto: nessun assembramento, nessuna corsa ansiosa per scoprire voti anelati o temuti.

Ai respinti, come già accadeva negli anni precedenti, è arrivata immediata, nei giorni scorsi al termine dello scrutinio, la famosa e temuta notizia alla famiglia.

Quest’anno, nella mia scuola e in generale un po’ in tutta Italia, si è verificato quanto si temeva già nei primi mesi dell’anno, quando le Procure minorili erano allertate per le migliaia di comunicazione circa l’abbandono scolastico , confermato anche dalle accurate ricerche di Save the Children che lanciava un grido d’allarme impietoso sui preoccupanti numeri sulla dispersione scolastica con un’indagine da cui emergeva che “il 28% degli adolescenti dichiara che dall’inizio della pandemia almeno un compagno di classe ha smesso di frequentare la scuola”.

Fenomeno gravissimo che in questi due anni di DaD si è acuito enormemente. Un caso che non riguarda solo il Sud ma anche la Lombardia dove l’assessore regionale all’Istruzione conferma che si è passati in un anno dal 12,6% al 15,7% di abbandoni tra gli adolescenti.

A questo grido d’allarme si è aggiunta la denuncia di centinaia di scuole e consigli di classe che in questi ultimi mesi hanno confermato l’abbandono delle lezioni e le frequenze irregolari di sempre più studenti, allertando anche le famiglie, le stesse con enormi difficoltà sul piano economico e sociale.

I ragazzi si sono sentiti soli e non ce l’hanno fatta. L’hanno pagata soprattutto i più fragili.

E allora, terminati gli scrutini, ci siamo accorti che nel biennio nella nostra scuola, ad esempio, 90 studenti non ce l’hanno fatta. Presentando situazioni di diffuse e gravi insufficienze che ne impedivano la promozione, hanno gettato la spugna, “spento la telecamera” e abbandonato le lezioni.

Situazioni già purtroppo definite e segnate da un numero elevato di assenze non giustificate.

È triste tirare queste somme al termine di due anni scolastici difficilissimi in cui l’anno scorso la promozione obbligata aveva edulcorato gli esiti scolastici. Inevitabilmente i promossi nonostante insufficienze anche gravi, hanno avuto ancora più difficoltà a colmarle in questo anno scolastico che ha visto lezioni in presenza alternate alla DaD in un balletto senza fine.

Difficile allora è stato anche attuare adeguate misure di contrasto, quali ad esempio un’adeguata comprensione delle attitudini per favorire un altrettanto valido riorientamento.

Complicato è stato anche mettere in atto misure di intervento mirate sul sostegno individuale agli studenti più svantaggiati, riuscendo a identificare piani di apprendimento individuali precoci per arginare difficoltà di apprendimento così come verificare la comprensione e saggiare le competenze e quindi intervenire per consolidare i saperi.

Con la pandemia l’abbandono scolastico in Italia è un fenomeno su cui riflettere per tentare in ogni modo di recuperare gli oltre 200mila ragazzi dispersi.

A tal proposito, i fondi predisposti per gli Istituti che metteranno in atto misure dirette alla realizzazione di percorsi educativi volti al potenziamento delle competenze e anche all’aggregazione e alla socializzazione saranno un primo passo per colmare il gap educativo e recuperare in ogni modo possibile quanti dei nostri ragazzi vorranno riprovarci nella speranza di far ripartire quell’ascensore sociale che rappresenta la speranza, per le nuove generazione di avere condizioni economiche e di vita migliori delle precedenti.

Sperando di archiviare per sempre questi due anni segnati dalla pandemia, è grande la voglia di credere in un pieno e soddisfacente ritorno a una scuola inclusiva e salvifica, opportunità vera di crescita culturale e umana.

Mariassunta Miglino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 Giugno 2021
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