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Saronno: festa scudetto Inter, gli alunni della Rodari scrivono a Fontana e Sala: “Vi siete dimenticati di noi?”

I piccoli studenti della 5B della primaria "Gianni Rodari" hanno manifestato il loro dissenso per i caroselli e gli assembramenti di domenica pomeriggio a Milano: "Fino ad ora non vi abbiamo chiesto nulla, ma adesso chiediamo rispetto per noi, per i nostri bisogni e per i nostri diritti"

Generica 2020

«In queste ultime settimane, tra noi bambini non si è parlato d’altro del saluto di fine quinta. Un saluto che, a seguito degli assembramenti di ieri, abbiamo visto sfumare… ed era l’unica cosa che ci era rimasta da sognare. Vi siete preoccupati di proteggere gli anziani, di accontentare gli adulti durante l’estate aprendo attività che poi hanno prodotti contagi… E noi bambini che fine abbiamo fatto? Vi siete dimenticati di noi? Fino ad ora non vi abbiamo chiesto nulla, ma a questo punto vogliamo chiedervi di avere rispetto di noi, dei nostri bisogni e dei nostri diritti».

È quanto si legge nella lettera che gli alunni della 5B della scuola primaria “Gianni Rodari” di Saronno hanno indirizzato al presidente della Regione Attilio Fontana e al sindaco di Milano Beppe Sala, dopo i festeggiamenti con tanti di caroselli e assembramenti dei tifosi dell’Inter per festeggiare il 19esimo scudetto, conquistato aritmeticamente nel pomeriggio di domenica.

I bimbi non hanno usato giri di parole per esprimere, in modo diretto e sincero, tutta la loro delusione nell’assistere al raduno dei tifosi in barba alle norme anti Covid, dopo mesi di Dad e di un silenzioso ma costante rispetto delle regole. 

Nella missiva, i piccoli studenti ripercorrono infatti tutte le difficoltà e i sacrifici compiuti da un anno a questa parte. Sacrifici che episodi come quelli di domenica, tra Piazza Duomo e le vie di Milano, rischiano di vanificare.

«Abbiamo assistito a scene che ci hanno offesi e delusi: folle sterminate di persone che, anche senza mascherine, hanno creato assembramenti pericolosissimi – si legge nella lettera degli alunni -. Durante il primo lockdown avete chiesto a noi bambini di essere bravi nell’accettare tutte le limitazioni che ci avete imposto, e noi lo abbiamo fatto. È stato difficile e triste lavorare in DAD, ma noi lo abbiamo fatto, nella speranza di ritornare in classe a settembre».

«A settembre siamo riusciti a tornare in classe, ma solo per poco, perché, come sapete, siamo ritornati in zona rossa e abbiamo avuto tanta paura – proseguono -. Anche in quel caso ci avete chiesto di essere bravi e di accettare le restrizioni, e noi lo abbiamo fatto. Abbiamo rinunciato a festeggiare il Natale con i nostri nonni, la Pasqua, i nostri compleanni, le nostre Comunioni… siamo stati costretti a rinunciare alle gite di quinta, che avevamo atteso per tutto il ciclo delle elementari con grande trepidazione. Abbiamo rinunciato a giocare nei parchi con i nostri amici, ad abbracciarci o semplicemente a tenerci per mano, e tutto questo perché ce lo avete chiesto voi adulti».

«Anche a scuola le cose sono cambiate: non abbiamo potuto fare educazione fisica per i contatti, abbracciare le nostre maestre come eravamo abituati a fare, a dividerci le merende o semplicemente a giocare in giardino ai giochi che piacciono a tutti i bimbi. Noi in particolare modo abbiamo sofferto, quando a settembre ci hanno comunicato che cinque dei nostri compagni erano stati spostati dalla classe per evitare assembramenti, in quanto l’aula era piccola per contenere tutti».

Gli alunni concludono con una domanda schietta e diretta: «E noi bambini che fine abbiamo fatto? Vi siete dimenticati di noi?».

«Riuscite voi ad immaginare quello che abbiamo provato a veder andare via i nostri compagni dopo cinque anni? – conclude la lettera degli studenti -. Anche in quel caso ci avete chiesto di essere bravi e comprensivi, e noi abbiamo obbedito! In queste ultime settimane, tra noi bambini non si è parlato d’altro del saluto di fine quinta. Un saluto che, a seguito degli assembramenti di ieri, abbiamo visto sfumare… ed era l’unica cosa che ci era rimasta da sognare. Vi siete preoccupati di proteggere gli anziani, di accontentare gli adulti durante l’estate aprendo attività che poi hanno prodotti contagi… E noi bambini che fine abbiamo fatto? Vi siete dimenticati di noi? Fino ad ora non vi abbiamo chiesto nulla, ma a questo punto vogliamo chiedervi di avere rispetto di noi, dei nostri bisogni e dei nostri diritti».

«Nella speranza che questa nostra richiesta venga esaudita, vi salutiamo cordialmente. 5B»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 Maggio 2021
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