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Miglino: “Per la scuola non ci saranno ristori a sufficienza. Lunedì sia un nuovo inizio”

Con la zona arancione si torna in classe con limitazioni solo per le scuole superiori. La riflessione di Mariassunta Miglino, ex assessore alla Cultura e docente dell'ITCS Gino Zappa di Saronno

Generica 2020

Con la zona arancione si torna in aula con limitazioni solo per le scuole superiori. La riflessione di Mariassunta Miglino, ex assessore alla Cultura e docente dell’ITCS Gino Zappa di Saronno.

Per la scuola non ci saranno ristori a sufficienza. Che sia davvero un nuovo inizio.

Lunedì la scuola in Lombardia torna in presenza anche per i ragazzi degli ultimi due anni delle medie e delle superiori che potranno tornare a scuola, seppure questi ultimi al 50%.

Ci riproviamo ancora. Quasi non ci speravamo più, noi che da insegnanti in solitaria al mattino percorrevamo i corridoi delle nostre scuole vuote e silenziose per collegarci con i nostri ragazzi sempre più spesso con videocamera spenta, con connessioni diventate sempre più complicate da mantenere oltre al momento dell’appello.

Delle difficoltà della DaD abbiamo già detto tutto. Ma troppo poco si è detto dell’apatia crescente, dei nostri ragazzi ormai abulici, depressi, disinteressati.

In questi mesi i media hanno continuato a parlare di vaccini e anche di paure connesse a questi.

E ancora e sempre di morti per covid e terapie intensive.

Ma quanti ci hanno parlato dell’aumento dei ricoveri per atti di autolesionismo dei nostri adolescenti, quanti ci hanno raccontato dell’aumento dei tentativi di suicidio?

Quante volte avete sentito parlare in questi lunghi mesi di bambini e ragazzi curati per stress post traumatico?

In questi mesi sono aumentati i casi di autolesionismo. Sono aumentati i casi di aggressività, sono aumentati i casi di ritiro sociale. É aumentata la dispersione scolastica.

In questi mesi é aumentato l’utilizzo di metilfenidato, un farmaco prescritto per i disordini di attenzione.

É di qualche giorno fa la dichiarazione del direttore del policlinico di Milano sulla pericolosa situazione che vede il raddoppio dei ricoveri in neuropsichiatria infantile: 86 solo i tentati suicidi.

Sono quasi triplicate le chiamate dei minorenni al telefono azzurro in cerca di conforto e di sostegno.

Questa mattina una mamma mi confidava la propria disperazione per la difficilissima situazione del figlio che ormai pare abbia deciso di non reagire .

“ Non ha più la forza, non parla con nessuno, non gli interessa più nulla. Ho paura per lui, la nostra vita non ha più un senso da quando la scuola non c’è più!”

Ecco, mi ha detto così. Solo chi sente il dolore sa cosa significa.

Si muore in tanti modi, anche a casa. Anche davanti a uno schermo, anche di solitudine.

Questa situazione é gravissima, non se ne parla abbastanza e di questo nei prossimi anni saremo chiamati tutti a rispondere. I morti non sono solo quelli di covid e quelli in in corsia.

Chi vede un figlio spegnersi non vive più e noi non possiamo più far finta di niente.

Non ci saranno ristori a sufficienza per questi anni persi, noi dobbiamo tutti chiedere che le scuole rimangano aperte e per sempre!

Che sia davvero un nuovo inizio, lunedì! E per sempre.

Mariassunta Miglino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 Aprile 2021
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