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Miglino: “Restituiamo ai ragazzi la vita e la scuola”

L'ex assessore alla Cultura di Saronno commenta quanto accaduto nel pomeriggio di ieri a Gallarate, dove due gruppi di ragazzi giovanissimi si sono dati appuntamento per una rissa, poi sedata dalla Polizia Locale

Generica 2020

«La rabbia é contagiosa, il tempo é scaduto: restituiamo ai nostri ragazzi la vita e la scuola». Inizia così la nota diffusa sui social con la quale Mariassunta Miglino, ex assessore alla Cultura di Saronno nella precedente amministrazione, ha commentato i gravi fatti accaduti nel pomeriggio di ieri, venerdì 8 gennaio, a Gallarate.

Due numerosi gruppi di ragazzi giovanissimi (circa un centinaio, di età compresa tra i 14 e i 18 anni) si sono dati appuntamento nel centro di Gallarate per una rissa, probabilmente una “resa dei conti” tra due fazioni.

La rissa, fortunatamente, è stata sedata in tempo dalla Polizia Locale, intervenuta subito sul posto, anche se è rimasto ferito un 14enne. I ragazzi si sono presentati armati di bottiglie, bastoni e catene.

Qui l’articolo dettagliato di VareseNews e un breve video dell’accaduto: https://www.varesenews.it/2021/01/appuntamento-la-rissa-gallarate-dispersi-dalla-polizia-locale/1293951/

Mariassunta Miglino commenta con una lunga e profonda riflessione l’accaduto, definendolo il frutto di una vita che da ormai da quasi un anno viene imposta ai ragazzi e, allo stesso tempo, controllata. La mancanza più grave, in questa situazione, è per l’ex assessore l’assenza della scuola e di tutto il contesto sociale scolastico.

Di seguito il testo integrale della sua riflessione.

Noi adulti sappiamo bene, perché l’abbiamo provato sulla nostra pelle, quanto a volte una parola di troppo, accesa o sgarbata, un gesto sfrontato, possano essere causati da preoccupazioni, nervosismo o stress accumulato.

Anche i genitori e i docenti sanno dare motivazioni diverse a improvvisi e all’apparenza ingiustificati eccessi d’ira e fiumi di lacrime.

A Gallarate, ieri pomeriggio, é scoppiata una rissa che ha coinvolto un centinaio di ragazzi minorenni armati di bastoni e catene e ha visto ferito un quattordicenne.

I ragazzi si sono dati appuntamento, pare utilizzando wa, e si sono scontrati nella piazza esprimendo rabbia e violenza inconsulta.

Pur non conoscendo la dinamica nei dettagli, pur non potendo giustificare in nessun modo quanto successo, possiamo da adulti cercare di capire.

Possiamo immaginare la frustrazione di questi giovani per l’impossibilità di vivere una sana e costruttiva socialità, l’impossibilità di fare sport e anche di avere quella vita propria di ragazzi della loro età.

E non ultimo l’assenza della scuola e della relazione con gli altri. Li abbiamo accantonati in un angolo, abbiamo chiesto loro di capire, di stare buoni. Avevamo detto che sarebbe andata tutto bene..

Ora sono mesi che subiscono imposizioni restrittive, coprifuoco e solitudine. Si cibano di una scuola “finta”, fatta da un video, a cui ormai si ribellano.

I mesi sono stati tanti e le promesse pure.

Noi abbiamo la responsabilità nei loro confronti, noi dobbiamo fare di tutto per restituire loro il tempo e la vita che a loro spetta.

Quanto é successo a Gallarate, è già successo in altre piazze, in altre città. Potrebbe ripetersi.

I nostri ragazzi ormai sono bombe ad orologeria perché provati da una vita imposta. Sono provati e soffrono come tutti ma reagiscono senza riuscire a controllarsi, con la rabbia e l’impulso tipico dell’adolescenza.

E se è difficile per noi, imporci un controllo negli atti e nelle parole quando siamo delusi o arrabbiati, ancor più difficile sarà per i nostri ragazzi.

E la rabbia é contagiosa e gli adulti siamo noi. Ora non c’è più tempo, ora dobbiamo restituire loro in sicurezza la scuola e la loro vita.

Mariassunta Miglino

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 Gennaio 2021
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