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Rotondi (Pd): “La difesa della sanità pubblica è una battaglia di civiltà di tutti i cittadini”

Mauro Rotondi, consigliere comunale di Saronno e membro dell’assemblea regionale PD, interviene dopo le esternazioni del leghista Emanuele Monti

Generica 2020

Mauro Rotondi, consigliere comunale di Saronno e membro dell’assemblea regionale PD, interviene dopo le esternazioni del leghista Emanuele Monti

La recente dichiarazione del Presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia sull’ospedale di Saronno ci stupisce e ci dà modo di approfondire alcune questioni.

Per la cronaca il Presidente della Comm Sanità ha invitato il Sindaco Airoldi a farsi vivo in Regione per sostenere l’Ospedale di Saronno. Orbene, la dichiarazione ci sembra la solita provocazione così come l’uso dell’ironia. Che c’entra l’attuale Sindaco? E se vogliamo essere precisi, qualcuno ricorda forse risultati eclatanti della precedente amministrazione in materia di gestione emergenza Covid e difesa dell’Ospedale?

A volte distogliere l’attenzione dal problema è spesso un modo efficace per nasconde le proprie responsabilità. Si dà il caso infatti che la competenza in materia di sanità è di Regione Lombardia così come ogni regione è responsabile della propria sanità. La nostra regione, eccellenza nel campo della ricerca e delle specializzazioni, durante la pandemia ha tuttavia mostrato pesanti inadeguatezze nella medicina di base e di prossimità, al contrario di altre regioni, capaci di impattare meglio sull’emergenza grazie a un sistema più snello e meglio organizzato sul territorio.

Il Covid ha di fatto evidenziato tutte le pecche del sistema lombardo caratterizzato negli anni da tagli e riorganizzazione del sistema con diversi presidi ospedalieri smantellati in favore della sanità privata, indebolimento della medicina di base, scarsa prevenzione delle malattie croniche, mancanza di promozione di stili di vita sani, assenza di ricambio del personale. In uno dei territori più densi e inquinati d’Europa il sistema lombardo è imploso con l’arrivo del Covid. Come evidenziato nell’ultima puntata della trasmissione Report, in questi casi a speculare c’è sempre qualcuno, a perderci sono i cittadini, smarriti e indifesi nell’affrontare la drammatica attualità.

In questo scenario, l’Ospedale di Saronno ha pagato amaramente le conseguenze con diminuzione di personale e cancellazioni di reparti e servizi. L’attuale vicenda su vaccini antinfluenzali e assenza di un presidio per tamponi è solo l’ ultima in ordine cronologico. Tali azioni sono andate purtroppo nella direzione di declassare il presidio di Saronno dalla fascia di primo livello, quella con tutti gli standard ospedalieri, qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi previsti dal Decreto Ministeriale n. 70, Aprile 2015. Le lodevoli iniziative del Comitato Ospedale e la recente raccolta firme non sono bastate a fermare il depotenziamento dell’Ospedale, un processo accelerato dalla trasformazione della struttura in presidio Covid. Gli stanziamenti di fondi sbandierati in questi anni non hanno ad oggi cambiato il corso degli eventi. Tali somme, infatti, o non son state mai spese o sono state dirette all’ordinaria manutenzione dei reparti rimasti, rimanendo il ripristino dei reparti smantellati argomento assente dall’agenda.

La situazione non ci lascia pertanto indifferenti. Come PD sproneremo i nostri rappresentanti regionali affinché si battano per riportare il nostro Ospedale a Presidio di primo livello. Non possiamo permetterci distrazioni e saremo fermi sulle questioni: più medicina di base, più presidi ospedalieri sui territori, più assunzioni. I recenti tagli di strutture avvenuti in Valtellina a Morbegno, Chiavenna, Sondalo e in altre località lombarde sembrano tasselli di un disegno preciso e ci obbligano a pensare a una difesa collettiva e condivisa del sistema sanitario lombardo.

Per questi motivi, se la situazione non cambierà, quando ci sarà consentito, non escludiamo di mobilitare al Pirellone i rappresentanti del comune di Saronno e dei paesi vicini a difesa del nostro ospedale. Già da ora chiediamo invece il ripristino della medicina territoriale per una più efficiente organizzazione dell’emergenza. La difesa della sanità pubblica è una battaglia di civiltà in cui tutti i cittadini, a prescindere dal colore politico, devono sentirsi coinvolti. In gioco c’è il futuro e ora anche il presente.

Mauro Rotondi

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 Novembre 2020
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