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Cadavere murato in una villa a Senago, arrestato un altro uomo

In manette un 45enne siciliano, affiliato alla mafia di Riesi, in provincia di Caltanissetta. Salgono a sei gli arresti: l'amante del 41enne trovato morto dopo sei anni e 5 uomini, accusati di omicidio e occultamento di cadavere

carabinieri

Uomo murato in un appartamento di Senago, in provincia di Milano: c’è un altro arresto. In manette è finito un uomo di 45 anni, arrestato dai carabinieri dei nuclei investigativi di Monza e Caltanissetta, al termine di una complessa attività investigativa, hanno eseguito a Riesi, località siciliana, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Monza.

Secondo gli inquirenti sarebbe lui il responsabile materiale dell’omicidio volontario commesso a Muggiò (Monza e Brianza) nel 2013 del cittadino albanese Astrit Lamaj, all’epoca dei fatti 41enne, scomparso nel gennaio 2013 in Liguria il cui corpo è stato ritrovato all’interno di un muro di una appartamento in ristrutturazione a Senago il 15 gennaio 2019.

Il 45enne, già ai domiciliari con l’accusa di aver fatto parte dell’associazione mafiosa “Cosa Nostra della famiglia di Riesi”, è solo l’ultimo di una serie di arresti per questa vicenda dai contorni ancora da chiarire del tutto.

In carcere a marzo 2019 è finita infatti l’amante dell’uomo, una commerciante di gioielli 64enne di origine siciliana, ma residente e operante a Genova, la città dove viveva Lamaj, considerata la mandante dell’omicidio e con lei anche altri quattro uomini, fermate  tra Muggiò, Enna e la Liguria, tutti accusati di omicidio e occultamento di cadavere.

All’origine del delitto, secondo gli investigatori, ci sarebbe una questione amorosa. La commerciante di origini siciliane, una volta terminato il rapporto con il 41enne albanese, che aveva alle spalle dei precedenti per droga, avrebbe chiesto l’aiuto della mafia di Riesi, sua città di origine, per uccidere e sbarazzarsi del corpo dell’uomo, accusato di averla derubata e abbandonata.

I riesini, arrivati in Brianza, avrebbero attirato in un garage Lamaj con la scusa di una partita di droga da ritirare: lì lo avrebbero ucciso, per poi trasportare il cadavere in una villa di Senago, “Villa degli Occhi”, dove erano in corso lavori di ristrutturazione che hanno trasformato la dimora del ‘700 in appartamenti.

Il corpo di Lamaj è stato nascosto in un’intercapedine del muro ed è rimasto lì per 6 anni, finchè un pentito, che nel 2013 lavorava in quel cantiere, ha rivelato la macabra presenza tra mattoni e cemento.

Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 13 Ottobre 2020
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