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A Villaggio Amico si continua a lavorare con attenzione e cura per ospiti e personale

A distanza di qualche mese dalla fase più acuta dell’emergenza sanitaria, prosegue con estrema attenzione il lavoro del personale di Villaggio Amico, la residenza sanitaria presente a Gerenzano, che continua a seguire rigidi protocolli di sicurezza

A Villaggio Amico si continua a lavorare con attenzione e cura per ospiti e personale

A distanza di qualche mese dalla fase più acuta dell’emergenza sanitaria, prosegue con estrema attenzione il lavoro del personale di Villaggio Amico, la residenza sanitaria presente a Gerenzano, che continua a seguire rigidi protocolli di sicurezza.

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Il diffondersi della pandemia è stato un momento particolarmente difficile per le case di riposo, che hanno dovuto velocemente implementare nuovi protocolli di sicurezza al fine di proteggere i propri ospiti, una delle categorie della popolazione più fragile e allo stesso tempo far vivere loro nel modo più sereno possibile questa fase storica. Proprio all’inizio del diffondersi dell’emergenza sanitaria in Italia, la direzione della residenza sanitaria gerenzanese decise di chiudere tutti i servizi che prevedevano un accesso dall’esterno, come i poliambulatori, la palestra, la piscina, i centri diurni, le cui attività sono state sospese già dal 24 febbraio. Anche le visite da parte dei famigliari degli ospiti vennero interrotte da subito, proprio per limitare il rischio di contagio esterno.

«Il miglioramento dei dati non deve portare ad abbassare la guardia – commenta la direttrice generale Marina Indino, che spiega come la struttura ha affrontato l’emergenza – Ci siamo attivati subito con le varie procedure di sicurezza e la formazione specifica per il nostro personale, aggiornata poi attraverso la partecipazione a webinar». La direzione ha poi deciso di acquistare un numero di tamponi che permettesse di testare tutti gli ospiti e il personale: «Siamo arrivati a fare una scelta aziendale di acquisto diretto di tamponi, perché ce ne venivano forniti pochi – spiega la direttrice Indino –. Abbiamo tamponato quindi tutta la struttura e siamo sempre stati Covid free».

Nonostante le visite sospese, i famigliari dei degenti hanno collaborato dall’inizio dell’emergenza sanitaria: «Abbiamo avuto da parte loro supporto e condivisione della scelta. Certo è che man mano che si andava avanti, le difficoltà si palesavano soprattutto da un punto di vista psicologico – sottolinea la dottoressa Indino – Per questo abbiamo sempre valutato caso per caso: in quelle situazioni dove il paziente era particolarmente fragile, abbiamo permesso al famigliare di accedere alla struttura in maniera sicura, controllata e protetta e con dei triage serrati. Ci è sembrato giusto e doveroso». Grande attenzione anche per il personale che è stato specificatamente formato su tutti i protocolli di sicurezza da seguire. Gli operatori inoltre ricevono settimanalmente un kit gratuito contenente guanti, mascherine e gel igienizzante da utilizzare all’esterno della struttura: «Abbiamo deciso di aiutare i nostri operatori anche economicamente, perché l’acquisto di questi materiali soprattutto in determinati periodo era abbastanza difficoltoso da reperire e caro da acquistare» spiega la direttrice Indino.

L’emergenza sanitaria ha stravolto l’organizzazione interna della struttura. Attraverso dei macchinari specifici tutte le superfici vengono sanificate più volte al giorno, dagli spazi comuni, alle stanze private dei pazienti alle aree relax riservate al personale. La residenza è inoltre stata divisa in reparti: ogni reparto ha la sua equipe dedicata e i propri pazienti.

Passati i mesi più acuti dell’emergenza, da poche settimane sono state infine riaperte, con le dovute precauzione, le visite dei famigliari degli ospiti: «Attraverso dei percorsi strutturati e dei triage serrati i famigliari su appuntamento possono visitare il proprio caro, non all’interno del reparto, ma in aree individuate e protette – conclude la dirigente Indino –. Durante l’incontro c’è sempre la presenza di un operatore che supporta il famigliare sul comportamento da attuare durante la visita e sostiene l’ospite dal punto di vista psicologico».

Redazione Saronnonews
saronnonews@gmail.com
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Pubblicato il 23 Luglio 2020
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