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Tua Saronno: “Omotransfobia problema di pochi, ma riguarda tutti”

Nota di tua Saronno in merito alla manifestazione che si è tenuta sabato 11 luglio in piazza Libertà contro il ddl Zan

Manifestazione contro il ddl Zan sull’omotransfobia

Nota di tua Saronno in merito alla manifestazione che si è tenuta sabato 11 luglio in piazza Libertà contro il ddl Zan

In Italia, nel 2020, essere omosessuali è ancora un problema. Spiace scriverlo in questo modo – “problema” – ma è un fatto che le discriminazioni, le pressioni sociali, le derisioni, gli insulti e persino le aggressioni sono quello che aspetta, purtroppo in molti casi, chi è omosessuale. Ci sono paesi messi peggio del nostro, dato che in 70 stati l’omosessualità è un reato punibile in alcuni casi con la pena di morte.  Abbiamo visto sfilare alcuni rappresentanti di questi stati, invitati come relatori, al Congresso Mondiale delle Famiglie che si è tenuto a Verona nel 2019: un consesso che ha fatto di odio e discriminazione verso gli omosessuali un manifesto.

È in questo contesto e in questo paese, dove il numero di aggressioni omofobe è in aumento (quasi il 30% in più nel 2019) che un gruppo di persone ha ritenuto opportuno manifestare a Saronno la propria avversità alla nuova legge contro la omotransfobia. Il provvedimento legislativo modifica la legge Mancino del 25 giugno 1993, estendendo agli episodi d’odio fondati sull’omofobia e sulla transfobia i reati già previsti nel codice penale, e aggiungendo alla discriminazione razziale, etnica e religiosa quella fondata sul genere e sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.

La “tecnica” scelta è quella delle “Sentinelle in piedi”, un gruppo che ha addirittura un marchio registrato, che affonda le radici nell’integralismo cattolico – quello del “ama il prossimo tuo ma solo se è come te”, infischiandosene della parabola del Buon Samaritano e in aperta guerra con Papa Francesco – e che è particolarmente apprezzato da gruppi di estrema destra.

Il fatto che il sindaco Fagioli abbia deciso di tributare un omaggio a queste persone, sempre in prima linea per togliere diritti alle minoranze o disinnescare strumenti di protezione per chi viene discriminato, è per noi davvero molto spiacevole perché Fagioli, ancora per qualche mese, rappresenta tutta la comunità saronnese. Una comunità i cui valori – come dimostrano le tante associazioni cattoliche e non che operano sul territorio – sono di accoglienza, tolleranza, integrazione sociale, e quindi tutt’altro che discriminatori.

Ma del resto la Lega fa parte di quel contenitore culturale per cui tutto ciò che è minoranza o diverso deve essere ostacolato. Ne fa parte senz’altro anche Fratelli d’Italia e purtroppo anche la ex-moderata Forza Italia, che ormai non si fa nessun problema a partecipare a manifestazioni del genere, e magari se ne fa promotrice. Del resto ritengono che essere discriminati in quanto omosessuali non sia un loro problema e quindi non devono preoccuparsene.

In buona sostanza, sono paura del diverso e intolleranza le ragioni che spingono a questa protesta, anche perché quello che raccontano – ovvero che si vanno a colpire le opinioni – non è semplicemente vero: la legge, infatti, colpisce chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione o di violenza e non interviene – purtroppo – sulla propaganda di idee fondate sulla discriminazione o sull’odio.

Tu@Saronno è molto lontana dal contesto “culturale” in cui maturano queste idee. Lo diciamo da forza laica di cui fanno parte anche cattolici osservanti che amano Papa Francesco e il suo operato. Il compito di una società è permettere alle persone di essere felici nel rispetto dei diritti degli altri, ed essere omosessuali – se ne facciano una ragione i promotori dell’iniziativa – non compromette i diritti di nessuno.

Noi pensiamo a un paese dove non si debba essere discriminati per questioni razziali, etniche o religiose e – grazie a questa nuova legge – nemmeno per l’orientamento sessuale, a tutela delle migliaia di persone che hanno bisogno di essere protette più di quanto accada oggi.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 Luglio 2020
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Commenti

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  1. Scritto da Lucio Bergamaschi

    In secondo luogo l’introduzione di un ulteriore reato di opinione sull’onda della tanto discussa Legge Reale (art 604 bis e ter CP) appare ridondante e pericolosa perchè in materia di orientamenti sessuali le posizioni nel Paese sono oggettivamente diversificate e si rischia di punire come offesa quella che è l’espressione di una posizione filosofica, teologica, etica del tutto legittima. Insomma il tema non è riducibile a slogan e a macchiette. Non siamo ai tempi di don Camillo e Peppone. Il DDL Zan solleva problematiche serie che vanno affrontate senza pregiudizi o logiche di schieramento. Quanto alla posizione della Chiesa è la CEI ad aver sollevato l’allarme con il suo comunicato del 10 giugno. Quindi chi manifesta perplessità è pienamente in linea con i vescovi italiani.

  2. Scritto da Lucio Bergamaschi

    Innanzitutto i dati del Ministero degli Interni smentiscono che sia in atto un “emergenza omofobia”. Gli episodi di intolleranza o discriminazione si contano sulle dita di poche mani, non sono in crescita e vengono tutti regolarmente perseguiti con le leggi vigenti che sono pienamente efficaci: l’art 594 del CP (ingiurie con l’aggravante dei futili motivi) ed eventualmente se l’offesa diventa fisica il reato di aggressione (581 CP) o di lesioni (582 CP) con le relative aggravanti. Non si capisce perchè bisogna introdurre un’aggravante basata sull’orientamento sessuale che risulta essa si fortemente discriminante

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