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Indelicato: “Buone notizie per l’ex asilo di via Manzoni”

Il consigliere comunale Alfonso Indelicato commenta la decisione del Ministero dei Beni Culturali che ha posto un vincolo sulla struttura di via Manzoni, precedentemente messa in vendita dal Comune di Saronno

Generico 2018
Il consigliere comunale Alfonso Indelicato commenta la decisione del Ministero dei Beni Culturali che ha posto un vincolo sulla struttura di via Manzoni, precedentemente messa in vendita dal Comune di Saronno
La notizia che il Ministero per i Beni Culturali ha posto il vincolo sull’ex asilo di via Manzoni, già intitolato al primo re d’Italia, impedendo la vendita dell’area e l’abbattimento del manufatto per far posto a qualche capolavoro (si fa per dire) dell’edilizia abitativa  contemporanea, è di quelle che regalano ottimismo e buon umore. Mi preme prima di tutto complimentarmi con Franco Casali e con il comitato per la salvaguardia dell’edificio da lui promosso, nel quale si sono segnalati per impegno la Signora Luisa Sala Cantoni e il Prof. Alessandro Carugati, e di seguito proporre alcune riflessioni più generali.
Stiamo vivendo una strana fase storica in cui, sospinti da rivendicazioni  sociali e politiche, da radicati complessi di inferiorità misti a risentimento, e infine da  centri di potere abili a fomentare e sfruttare tali diffusi atteggiamenti, i singoli come le moltitudini hanno ingaggiato una lotta senza quartiere contro le vestigia del passato: statue, monumenti, edifici, i quali vengono imbrattati o divelti, o in mancanza di peggio danneggiati. Beninteso sono vestigia non di un qualunque passato, ma di quello che ha visto come protagonista della storia l’Occidente europeo, considerato dai moderni iconoclasti all’origine di ogni male dell’umanità.
È dunque in piacevole controtendenza la cura che a Saronno si manifesta nei confronti di un edificio il quale – pur non essendo una vera opera d’arte – possiede un suo sobrio decoro, vorrei dire una ben riuscita amalgama tra solidità e armonia, è ben inserito in un quartiere dove la maggior parte degli altri immobili ne richiama le caratteristiche, e infine appartiene alla memoria storica della città essendo all’incrocio di molteplici e preziose esperienze vissute dai suoi cittadini nel tempo.
Certo alla base dell’iconoclastia dell’amministrazione saronnese vi sono motivazioni assai più prosaiche rispetto a quelle dei distruttori che vendicano i secoli di schiavitù dei neri d‘America abbattendo le statue di Colombo, o degli imbrattatori nostrani che hanno lordato la statua di Montanelli, o della sindachessa della Capitale che sta modificando la toponomastica sostituendo ai personaggi legati al Fascismo quelli con un limpido (quanto meno a non indagare troppo) pedigree democratico.
No: qui fra gli amaretti le motivazioni sono più terra terra: nella sostanza, incassare gli oneri di urbanizzazione e far lavorare, se possibile, le imprese locali.
Motivazioni in se stesse non disprezzabili, ma che bisognerebbe contemperare con altre esigenze le quali però agli amici della Lega devono sembrare ubbie da sfaccendati, sfizi da perditempo, fisime da flâneur. Cos’è mai questa “memoria storica”? Mi permetto di osservare che si tratta di un qualcosa che ci fa oggi essere quello che siamo, qualcosa cui concorrono gli insegnamenti che abbiamo ricevuto, i valori in cui  abbiamo creduto e forse crediamo ancora, e anche i luoghi dell’esperienza umana che abbiamo condiviso con i membri della nostra comunità.
Alfonso Indelicato – Consigliere comunale eletto a Saronno

Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 25 Giugno 2020
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