Caronno: la lotta contro il virus dell’assessore Turconi. Due tamponi positivi prima di guarire

Giorgio Turconi, assessore ai Lavori Pubblici di Caronno Pertusella, racconta la sua lunga battaglia contro il Covid-19. I primi sintomi, il ricovero e il secondo tampone positivo, poi la guarigione: "Sono stato fortunato, di fronte a questo virus siamo impotenti"

Generico 2018

I sintomi, il ricovero in ospedale e il secondo tampone nuovamente positivo, prima della tanto sperata guarigione. E’ stata un’esperienza lunga, difficile e provante quella che ci racconta Giorgio Turconi, assessore ai Lavori Pubblici di Caronno Pertusella.

Il primo tampone positivo poco dopo la metà di marzo, a seguito di alcuni sintomi, non gravi, ma che stentavano ad andarsene:

«E’ stata un’esperienza molto lunga. I primi sintomi influenzali si sono presentati tra il 6 e il 7 di marzo, e lì per lì ho pensato fosse il classico malanno di stagione, in quanto faceva ancora freddo. Avevo la febbre ma nemmeno troppo alta, anche se accusavo sempre più dei fortissimi dolori muscolari e articolari. Dopo una settimana ho spiegato la situazione al mio medico, che mi ha prescritto una cura a base di antibiotico: i giorni passavano senza nessun miglioramento, la febbre saliva e scendeva, e ho così effettuato una lastra di controllo all’ospedale di Saronno il 19 di marzo».

Da quel momento, il ricovero e i giorni più difficili all’ospedale di Saronno, che l’assessore elogia per l’umanità e il lavoro straordinario di medici e infermieri:

«Dopo la lastra ho realizzato che si trattasse di coronavirus: mi è stato subito evidenziato un principio di polmonite interstiziale, riconducibile al Covid. Sono stato mandato al Pronto Soccorso e poi in ricovero, dopo un prelievo e un tampone. Le primissime sensazioni sono state sicuramente di timore, ma devo dire che all’ospedale di Saronno ho trovato una catena sanitaria molto efficiente, con persone estremamente disponibili. Nonostante la situazione, mi sono trovato veramente bene. Il giorno dopo è arrivato l’esito positivo del tampone: è stata mantenuta la terapia indicatami dal medico, alla quale hanno aggiunto un trattamento con tre farmaci antivirali. Per fortuna non c’è stato bisogno della terapia intensiva».

Il ricovero è durato cinque giorni, prima di trascorrere il tempo necessario al decorso della malattia in isolamento in casa. Un periodo di quarantena che si è rivelato più lungo del previsto, perchè il successivo tampone di verifica effettuato a distanza di tre settimane dal primo è risultato nuovamente positivo:

«Dopo all’incirca tre giorni ho cominciato subito a sentirmi meglio. Durante i giorni passati in ospedale non riuscivo a mangiare, i sapori del cibo mi disgustavano e continuavo ad accusare dei dolori muscolari fortissimi, ma fortunatamente sono stato dimesso dopo soli cinque giorni. Il mio quadro clinico stava migliorando e ho proseguito le cure in isolamento. Fisicamente mi sentivo sempre uno straccio, facevo fatica anche solo a leggere il giornale. Dopo tre settimane sono stato chiamato per il tampone di verifica: ero nuovamente positivo, e dovevo quindi trascorrere un altro periodo di quarantena. Dopo altre tre settimane ho effettuato un nuovo test, questa volta finalmente negativo: erano passati due mesi dai primi sintomi».

Un lunghissimo periodo, circa un mese e mezzo, trascorso in isolamento, in casa ma comunque costretto a stare lontano dalla moglie e dal figlio:

«Un periodo così lungo da trascorrere in casa in isolamento è stato certamente difficile, anche per i miei familiari che per le prime tre settimane non hanno potuto uscire di casa per l’isolamento fiduciario. Eravamo costretti a delegare ad altri il fare la spesa e le commissioni più banali. Abbiamo il vantaggio di vivere in un’abitazione che ci ha permesso di rimanere divisi tra più stanze, mantenendo i giusti spazi e le giuste distanze. Avevo la mia camera e il mio bagno, e per quasi due mesi la mia vita si è svolta lì».

Turconi conclude così, con una riflessione e un enorme sospiro di sollievo. L’assessore non è stato colpito dal Covid nella sua forma più grave, ma ha comunque vissuto l’emergenza sanitaria sulla propria pelle:

«E’ un’esperienza che fa pensare: non ho accusato i sintomi più gravi e per questo mi ritengo davvero fortunato, perchè di fronte a questo virus siamo totalmente impotenti. Ma in ospedale ho visto con i miei occhi la sofferenza che il Covid può portare alle persone».

Giorgio Turconi è anche uno dei fondatori, e attualmente allenatore, della Rheavendors Caronno, squadra di softball che milita in serie A1. Ripartire con lo sport potrebbe essere per lui un simbolo di rivincita dopo un periodo così difficile:

«Abbiamo ripreso con gli allenamenti di squadra dal 18, con tutte le misure di prevenzione necessarie. Il nostro sport non implica contatti diretti ed è in realtà meno pericoloso di altre discipline, ma per la ripartenza del campionato dobbiamo attendere le decisioni del Governo e della Federazione. Ci sarebbe una prima ipotetica data fissata al 13 giugno, ma penso che un’eventuale ripresa slitterà almeno al mese successivo».

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Pubblicato il 28 Maggio 2020
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