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Storie di partigiani saronnesi: l’omaggio a Ivonne Trebbi e il racconto di Aurelio Legnani

I racconti e i volti di chi, quel 25 aprile del 1945, lo visse sulla propria pelle. Storie di sofferenza, di coraggio, di speranza e di libertà ritrovata. Ivonne Trebbi oggi è stata omaggiata, e a lei è stato dedicato un libro. Aurelio Legnani racconta in prima persona la sua esperienza

«Ivonne Trebbi nasce il 31 gennaio 1928 ad Argelato, in terra emiliana, da una famiglia di braccianti. L’esperienza sotto il regime, la porterà a prendere una decisione importante: diventare partigiana, nome di battaglia Bruna. Era il 1943. Col suo sorriso malizioso riesce a superare i posti di blocco nazifascisti e a trasportare giornali clandestini, sapientemente nascosti nella sua inseparabile bicicletta. Arrestata, imprigionata, mai cede alle percosse e alle sofferenze inflitte.
Terminato il conflitto, Ivonne continua il suo impegno civile: prima nella Sezione femminile di Bologna, città che la vede anche Consigliere comunale, poi come Segretaria dell’Unione Donne italiane. Nel 1958, con il trasferimento a Varese, comincia per Ivonne un lunghissimo periodo dedicato alla crescita organizzativa del Partito Comunista locale, spesso condiviso col marito Giancarlo Aloardi.
Dal 1979 al 1987 diviene parlamentare nelle fila del Partito Comunista Italiano. La sua “scelta di vita” continua ancora oggi come testimone della Memoria storica verso le nuove generazioni».

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Il riassunto della vita di Ivonne Trebbi, cittadina di Saronno, partigiana dal nome di battaglia “Bruna”, è contenuto nella quarta di copertina del libro “Ivonne: una vita da partigiana” recentemente pubblicato e dedicato alla sua vita, alle sue esperienze, alle sue immagini, ai suoi racconti.

Nel giorno del 75° anniversario della Liberazione, Saronno ha omaggiato chi quel giorno dell’aprile del 1945 lo visse sulla propria pelle.

Ma come nasce il libro? A raccontarlo sono gli stessi autori:

«In questi giorni di aprile, è andato in stampa il libro biografico dedicato a Ivonne, una vita da partigiana.

Come nasce questo lavoro? Nasce da una bella relazione umana, di amicizia e rispetto. Termini in disuso? Noi crediamo di no. Forse meno rumorosi dei frastuoni creati da urla vuote o da sentimenti negativi, che pare debbano per forza prevaricare su quelli positivi.

E proprio in nome dell’amicizia tra Andrea Eleonora Claudio Giordana Claudio Maria, senza limiti anagrafici, e nel rispetto e ammirazione per Ivonne, è nato spontaneamente il desiderio di raccogliere l’esperienza di vita di una Donna che ha contribuito a fare la Storia del nostro tempo.

Incontri casalinghi, durante i quali Ivonne offriva i suoi ricordi ad amici fidati, pronti e affettuosamente interessati ad accoglierli e imprimerli sulle pagine, perché potessero diventare racconto per altri, esempio di cittadinanza attiva e atti di una Memoria storica altrimenti perduta.

Sono stati raccolti i tratti salienti dell’esperienza di partigiana prima e di attivista politica dopo, perché sarebbe stato impossibile descrivere l’intensa vita di Ivonne in tutti i suoi dettagli, rischiando di tediare il lettore. Sono state inserite note per chi volesse approfondire, e ricordate persone che hanno fatto della loro vita una battaglia quotidiana, per donare a tutti noi quella “fresca e pulita aria di libertà”.

La biografia di Ivonne Trebbi si compone di due parti. La prima, dalla nascita alla Liberazione, sotto forma di intervista, rilasciata dalla protagonista nella casa di Saronno nel febbraio del 2019, raccolta e trascritta da Eleonora e Andrea, quest’ultimo creatore anche della parte audiovisiva. La seconda, dal 1946 ai giorni nostri, in forma discorsiva, nel racconto che Maria ha pensato di tessere, secondo una linea del tempo che ha visto Ivonne crescere professionalmente e come Donna, inserendone le tappe fondamentali raccontate e descritte con dovizia di particolari dalla stessa protagonista.

A Claudio C. il compito di ricercare fonti e tenere i contatti telefonici. A Giordana e Claudio F. la supervisione e l’attenta ricerca di fonti iconografiche.

Un lavoro di squadra, realizzato con spirito di collaborazione, desiderio di conoscere, piacere di condividere, tutto sotto un comune denominatore: Amicizia».

Ma quella di Ivonne non è l’unica storia di partigiani saronnesi. A testimoniare cosa significò il 25 aprile 1945 c’è anche Aurelio Legnani, cittadino di Saronno, componente della 183^ brigata Garibaldi, nome di battaglia “Gatto”.

Ecco il suo emozionante racconto e il suo messaggio in occasione del 25 aprile 2020:

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 Aprile 2020
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