Coronavirus, primi due decessi a Gerenzano. Secondo decesso a Cislago e Uboldo

Nella giornata odierna l'ufficialità dei primi due decessi a Gerenzano. Si registra anche un secondo cittadino deceduto a Cislago, due morti anche a Uboldo: i sindaci scrivono alla cittadinanza.

Generico 2018

Primi due decessi per cause connesse al coronavirus a Gerenzano. 

Ne dà conferma il sindaco Ivano Campi, con una nota alla cittadinanza. 13 i casi positivi al Covid-19 rilevati ad oggi sul territorio.

Il comunicato del primo cittadino:

«Con dolore annuncio la scomparsa di due nostri concittadini a causa del coronavirus.

Come sindaco, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intero consiglio comunale e di tutti i Gerenzanesi, esprimo la nostra più sentita vicinanza alle famiglie, per lo smarrimento e il dolore che noi tutti condividiamo.

In questo momento di difficoltà, chiedo con maggior forza e impegno a TUTTI di rispettare le disposizioni ricevute e di NON USCIRE DI CASA!

I dati odierni di ATS Insubria, comunicatimi per vie ufficiali, rilevano quanto segue:

– 13 persone positive al Coronavirus residenti e domiciliate a Gerenzano.

– 1 persona guarita residente a Gerenzano ma domiciliata in altro Comune.

– 2 persone decedute.

Con l’impegno di tenervi costantemente informati, porgo un caro saluto a tutti.

Il sindaco, Ivano Campi».

Nella mattinata odierna un altro decesso si è verificato anche a Cislago: un secondo cittadino è deceduto, dopo il pensionato 79enne morto la scorsa settimana.
Ad annunciarlo è stato il primo cittadino Gianluigi Cartabia:

«Le tabelle che ho ricevuto dalla Prefettura non segnalano altri casi positivi a Cislago, ma purtroppo dal colloquio che ho avuto con i medici questa sera ho appreso che l’ultimo positivo di sabato è deceduto questa mattina. Era una persona anziana ma è tremendo quanto in pochi giorni questo maledetto virus possa diventare fatale».

Due decessi si registrano anche a Uboldo: il sindaco Clerici ha espresso tutto il cordoglio dell’amministrazione comunale, con una lettera diffusa ai cittadini nella giornata di ieri, domenica 5 aprile:

«Cari tutti,

come ormai consuetudine, desidero entrare nelle vostre case e tenervi compagnia per qualche minuto. Oggi, però, mi preme sottolineare due aspetti importanti della nostra quotidianità rivolgendomi innanzitutto ai giovani e, con un secondo pensiero, alle famiglie.

 Oggi è la Giornata mondiale della gioventù e vorrei prendere spunto dal breve pensiero che fa da cornice quest’anno a questa celebrazione “GIOVANE, ALZATI!” per provare a guardare negli occhi ciascuno di voi e dirvi col cuore di padre e di nonno, che siete il futuro di questa comunità! Avete fra le mani opportunità enormi, non sprecatele, ma coltivate il desiderio di fare qualcosa che metta la vostra vita nella direzione che auspicate, date profondità ai vostri sguardi e alle vostre emozioni, perché solo così saprete e potrete scegliere. Scegliere da che parte stare, dove andare, a chi affidarvi, come pianificare con responsabilità e coscienza la vostra vita. Oggi più che mai, la società ha bisogno di speranza e voi siete il nucleo da custodire e proteggere, nella certezza che una volta passata la crisi e superata l’emergenza possiate “fare della vostra vita un capolavoro”.

 Il secondo pensiero, invece, è per le famiglie. In questi ultimi due o tre giorni, ahimè, ho visto troppe persone in giro per le strade. Ve lo chiedo con il cuore in mano: “NON E’ ORA IL MOMENTO DI CEDERE”. Capisco l’esasperazione, capisco la voglia di normalità, capisco il bisogno di ritrovare quei ritmi a cui eravamo abituati, insomma, di riappropriarci della nostra quotidianità. Ma non è il momento. Serve ancora un po’ di pazienza, di responsabilità, di calma. Questo per voi, ma anche e soprattutto per tutte le persone che avete al vostro fianco. Una leggerezza oggi potrebbe costarci il baratro ossia il ritornare al punto di partenza. Non possiamo permetterlo, non dobbiamo vanificare gli sforzi di queste settimane. Ci conto.

Ora desidero aggiornarvi riguardo i contagiati dal Covid-19. La situazione che l’ATS ci ha comunicato tramite la Prefettura è la seguente:

10 casi positivi, di cui 1 guarito, 3 ricoverati, 4 domiciliati, 2 deceduti a cui vanno le più sentite condoglianze a nome di tutta la comunità.

 Questa settimana vorrei, inoltre, ringraziare i volontari della Protezione civile che, oltre al prezioso servizio abituale di sorveglianza e monitoraggio del territorio, si sono adoperati per imbustare e cominciare a distribuire a tutte le famiglie uboldesi le 4 mascherine chirurgiche fornite dall’amministrazione in collaborazione con la farmacia comunale.

 Tutti i volontari che giornalmente collaborano con Giovanni, Giulio, Ercole e Piero nella distribuzione di medicinali, spesa, cibo e quanto l’emergenza richiede.  

 Questa settimana, inoltre, ho firmato l’ordinanza che consente ai cittadini uboldesi in difficoltà di usufruire del fondo di solidarietà messo a disposizione dal governo centrale. E’ un segno di attenzione che va nella direzione di sostenere le famiglie che in questo momento vedono ampliarsi ulteriormente le loro fragilità».

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 Aprile 2020
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