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Andrea, lavoratore disabile, chiede interventi concreti al Governo

Andrea Depalo, 37 anni, dipendente in una banca e impegnato in diverse associazioni legate al mondo della disabilità, ci ha scritto per raccontarci la sua situazione e l’assenza di aiuti da parte dello Stato

sedia a rotelle

In questi giorni carichi di insicurezza a causa dell’emergenza coronavirus c’è chi di certezze ne ha ancora meno.

I lavoratori disabili sono tra queste categorie, senza certezze e senza supporto da parte delle istituzioni. Uno di loro, Andrea Depalo, 37 anni, di Saronno, dipendente in una banca e impegnato in diverse associazioni legate al mondo della disabilità, oltre che socio in una start up che sta studiando la possibilità di realizzare una sedia a rotelle innovativa, ci ha scritto per raccontarci la sua situazione e l’assenza di aiuti da parte dello Stato.

Sono un lavoratore con grave disabilità (invalidità al 100% e handicap grave ai sensi della legge 104, con impossibilità e deambulare autonomamente). Dal 23 febbraio sto chiedendo al nostro Governo, a gran voce, una tutela per chi lavora e ha una grave disabilità. Per fortuna, ci sono delle aziende (tra cui quella per cui lavoro), che hanno messo a disposizione forme di tutela per chi, per patologie purtroppo non dipendenti dalla sua volontà, è più a rischio.

Il Governo, invece, mi ha risposto candidamente che si può risolvere tutto con lo smart working. Successivamente ho fatto loro notare che : “[….] in diverse aziende, le persone con disabilità grave possono essere collocate in mansioni non idonee al lavoro a distanza, e che le mansioni stesse possono richiedere un costante contatto col pubblico [….]”
Nessuna risposta. Nessun accenno alle parole “persone con disabilità” nei Decreti.
Oggi,  con la voglia di aiutare chi vive come me una disabilità, ma non ha la fortuna di lavorare in un’azienda che ha messo in campo le stesse misure,  ho rinnovato educatamente la mia richiesta.

Sconsolato, ho letto una risposta automatica “Se la richiesta è relativa al nuovo coronavirus COVID-19 la invitiamo a seguire le FAQ presenti sul nostro sito (www.disabilita.governo.it) dove vengono pubblicate, in continuo aggiornamento, le informazioni sui provvedimenti del Governo riguardanti le persone con disabilità e i loro familiari.”

Il Premier Conte, che ha trattenuto le deleghe sulla disabilità, dovrebbe sapere che i soggetti più fragili sono i primi da tutelare in caso di emergenza. Sono passati 23 giorni dalla mia richiesta. La Ministro alle pari opportunità e famiglia (la disabilità è sparita dai Ministeri con il Governo “Conte-Bis”….) ha detto che “su disabilità e 104, stiamo facendo un ragionamento….” e dopo 23 giorni dal primo caso italiano di Covid 19 nel nuovo decreto in materia economica qualcosa si è mosso anche per chi ha disabilità, seppur in misura non sufficiente.

Nel frattempo la più giovane vittima italiana di Coronavirus ha 38 anni ed è una persona con disabilità (http://www.vita.it/it/article/2020/03/14/coronavirus-e-disabili-troppa-confusione-e-troppo-poca-protezione/154454/)

Grazie
Andrea Depalo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 Marzo 2020
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