Sportelli bancari e bancomat nel mirino dell’opposizione a Rescaldina
In paese dall'autunno 2024 è attivo un solo sportello bancario, e la situazione dei servizi bancari è finita al centro delle critiche di Cambia Rescaldina
Sportelli bancari e bancomat ancora nell’occhio del ciclone a Rescaldina. In paese, infatti, dall’autunno 2024 è attivo un solo sportello bancario, e la situazione dei servizi bancari è finita ancora una volta nel mirino dell’opposizione.
«L’apertura di un ufficio di consulenza Intesa Sanpaolo ha creato la speranza che Intesa potesse aprire uno sportello bancomat, invece si tratta di un semplice ufficio di consulenza – sottolineano da Cambia Rescaldina -. Nel frattempo abbiamo saputo che in Comuni vicini al nostro, su pressione e insistenza del sindaco, è stato mantenuto almeno lo sportello bancomat. Da qui la domanda: perché non si è fatto nulla per insistere per avere almeno uno sportello bancomat? Perché non si è voluto portare l’argomento in consiglio comunale e condividere una mozione con cui avremmo potuto chiedere ufficialmente a Banca Intesa il mantenimento di uno sportello bancomat?»
Le chiusure non sono una novità per il Legnanese, dove negli ultimi anni il panorama dei servizi bancari è cambiato non solo a Rescaldina, ma anche a Legnano, Cantalupo, Garbatola, Canegrate, Dairago e Villa Cortese. Nè, come del resto un po’ in tutto il Paese, il trend sembra destinato a cambiare. Basti pensare che dal 2015 al 2024 hanno chiuso i battenti 37 sportelli bancari negli undici comuni del Legnanese: lo dicono le statistiche della Banca d’Italia, che a fronte dei 78 sportelli presenti nel territorio al 31 dicembre 2015 ne vedevano solo 41 ancora attivi a fine 2024.
Di causa ce n’è più di una, dalla concentrazione del sistema bancario al contenimento dei costi, passando per l’ascesa dei pagamenti elettronici e dell’home banking e l’accelerata imposta al processo dalla pandemia. Quella degli sportelli bancari, però, rimane una presenza insostituibile, vuoi perché non tutti hanno dimestichezza con il digitale, vuoi perché i “black out” della rete virtuale a volte rendono indispensabile rivolgersi a quella reale. Tanto che, di città in città, le chiusure delle filiali sono sempre segnate dai malumori dei correntisti.
Intanto, però, la desertificazione bancaria rimane un dato di fatto: la sola Legnano dal 2015 al 2024 è passata da 32 a 21 sportelli bancari, mentre Canegrate, Dairago, Rescaldina, San Vittore Olona e Villa Cortese al 31 dicembre dello scorso contavano un solo sportello sul proprio territorio. Complessivamente nel Legnanese si parla di un calo del 47%. E non va meglio nel resto dell’Alto Milanese, dove in dieci anni gli sportelli bancari sono stati quasi dimezzati, passando dai 105 di fine 2015 ai 56 in chiusura del 2024, con tre Comuni – Bernate Ticino, Nosate e Robecchetto con Induno – totalmente privi del servizio.
La situazione del territorio è peraltro in linea con quella regionale e nazionale. In Italia, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria promosso da First Cisl, «c’è un’area vasta quanto i territori di Lombardia, Veneto e Piemonte messi assieme totalmente sprovvista di sportelli bancari»: 4,9 milioni di persone vivono in Comuni dove non ci sono banche e altri 6,6 milioni – 284mila in più solo negli ultimi 12 mesi – risiedono in paesi e città con un solo sportello bancario. Nella sola Lombardia sono 778mila i cittadini che abitano in Comuni senza banche, mentre 1.312.000 milioni di persone risiedono in località dove c’è un solo sportello bancario.
Foto di archivio
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